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Attivisti del Partito Socialista Europeo

Attivisti del Partito Socialista Europeo

mercoledì 14 gennaio 2009

Partito Socialista newsletter del 13 gennaio 2009



NEWSLETTER DEL 13 gennaio 2009


PARTITO

IL CONSIGLIO NAZIONALE DEL PARTITO E' CONVOCATO SABATO ALLE ORE 10.00 IN ROMA c/o ROMA EVENTI-PIAZZA DI SPAGNA, VIA ALIBERT 5 CON IL SEGUENTE ODG:
1) relazione del Segretario nazionale
2) adozione dello Statuto nazionale
3) varie

Napoli. Grande affluenza ai seggi per l'elezione del Segretario della Federazione del PS
Grande affluenza ai 4 seggi predisposti presso il Tiberio Palace Hotel di Napoli per l'elezione del segretario provinciale del Partito Socialista: al termine della giornata i votanti sono risultati 1361 che, contemporaneamente, hanno sottoscritto le 4 proposte di legge di iniziativa popolare.
"Una grande dimostrazione di vitalita' dei socialisti napoletani- ha commentato il coordinatore nazionale del Ps Marco Di Lello- di cui il centrosinistra non potra' non tenere conto.
Segretario della federazione napoletana è stato eletto Pasquale Beneduce


Eletti i vertici dell'ASCI
Si è tenuta a Roma la prima assemblea dell'ASCI, Associazione Cattolici Socialisti Italiani, per eleggere gli organi statutari.
La riunione è stata aperta da Angelo Sollazzo, della Segreteria Nazionale del Partito il quale ha ricordato come il Partito abbia voluto questa iniziativa sulla base di una analisi politica che ha tenuto conto del fatto che, secondo un sondaggio della CEI, l'80% degli iscritti al PS si dichiarano cattolici, per dare voce a questa importante componente politica-culturale, per affermare che il PS è portatore dei valori della laicità senza indulgere ad anticlericalismi di maniera.
Filippo Poleggi, che aveva svolto la relazione di base all'assemblea costituente, ha invitato ad iniziare una profonda riflessione, da proseguire nell'immediato, sul lavoro che deve avviare l'associazione sui temi sociali e morali dibattuti nel mondo cattolico e di riflesso nella società, per affermare una presenza di credenti che s'ispiri alla carità politica, alla condivisione delle condizioni di sofferenza sociale, alla visione di una chiesa più inclusiva e misericordiosa, ispiratrice di un impegno politico per un mondo più giusto e pacificato.
L'Assemblea ha eletto il Consiglio Nazionale ed la suo interno Gennaro Acquaviva Presidente Onorario, Filippo Poleggi, Portavoce, Andrea Nesi, Vice Presidente, Pasquale Mastracchio Segretario Generale.

PRIMO PIANO

Il convegno "Totalitarismo e democrazia" organizzato all'Anpi
RESISTENZA. NENCINI A VASSALLI: AL TUO FIANCO PER SCONGIURARE I TENTATIVI DI REVISIONISMO

"Caro Giuliano, per ragioni legate al mio ufficio di Presidente del Consiglio regionale della Toscana non potrò, e me ne dolgo, intervenire al convegno organizzato dall' ANPI che, giustamente, Ti vedrà protagonista, quale testimone e attore dell'epopea della resistenza italiana. Desidero tuttavia assicurare a Te e a coloro che saranno presenti al convegno, l'impegno costante del Partito Socialista a salvaguardia dei valori della Resistenza, che in questi giorni Tu hai richiamato con la giusta enfasi, a fronte di taluni spericolati quanto inaccettabili tentativi revisionistici e addirittura legislativi che tali valori si propongono evidentemente di oscurare". Così Riccardo Nencini in una lettera inviata a Giuliano Vassalli, Presidente Emerito della Corte Costituzionale, che oggi ha preso parte al convegno "Totalitarismo e democrazia, occorre rispettare la lezione della storia", che si è tenuto presso la Sala del Cenacolo della Camera dei Deputati. All'iniziativa, promossa dall'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia per denunciare il tentativo dell'attuale maggioranza di governo di sovvertire la storia della Repubblica Italiana attraverso il disegno di legge n. 1360, con il quale si intende equiparare partigiani, militari e deportati ai repubblichini di Salò con un istituendo Ordine del Tricolore, hanno partecipato molti esponenti politici e rappresentanti delle associazioni della resistenza. In sala a rappresentare il Partito Socialista, Mauro Del Bue.
"La relazione che accompagna il disegno di legge - ha denunciato l'Anpi nel documento introduttivo - sostiene infatti 'la pari dignità di una partecipazione al conflitto di molti combattenti, giovani e meno giovani, cresciuti nella temperie culturale guerriera e imperiale del ventennio, che ritennero onorevole la scelta a difesa del regime ferito e languente'. Analoga operazione fu già tentata dalla destra nelle precedenti legislature, ma venne respinta: ora tenta un gravissimo colpo di forza. L'Anpi e tutte le forze politiche, sociali, culturali che si richiamano all'antifascismo e ai valori della Resistenza sanciti nella Costituzione della Repubblica non possono che opporsi al disegno di legge attualmente in discussione nella Commissione Difesa della Camera".
Netto il giudizio di Vassalli, che durante il fascismo fu vittima di arresti e torture: "La situazione è difficile ma bisogna fare di tutto per far sapere come stanno realmente le cose. Chiarire a chi non l'ha vissuto cosa è stato quel periodo storico". "Lo status di combattente - ha aggiunto Vassalli - non va riconosciuto a nessuno di coloro che fecero parte della Rsi. Bisogna dire no e non solo per ragioni politiche ma anche dal punto di vista costituzionale. La Cassazione è chiara in merito. Tutte quelle pronunce sono concordi nel definire i repubblichini come nemici. Altro che iniziativa coerente con la cultura di pace della nuova Italia: hanno avuto tutto, l'amnistia di Togliatti, la legittimazione democratica immediata, l'Msi in Parlamento, adesso sono al potere, incuranti del fatto che non esiste paese in Europa dove i collaborazionisti del nazismo sono premiati".

COLOMBIA. OSTAGGI FARC: PIA LOCATELLI TRA I MEDIATORI
Pia Locatelli, europarlamentaresocialista presidente dell'Internazionale Socialista donne, e Graca Machel Mandela, moglie del leader sudafricano, potrebberofar parte del gruppo dei mediatori incaricati di riportare inliberta' gli ostaggi delle Farc: lo afferma il sito della radiocolombiana Caracol.
Secondo l'emittente, la proposta sarebbe stata avanzata dalla senatrice Piedad Cordoba che avrebbe anche fatto altri nomi, tra cui quello del Premio Nobel Rigoberta Menchu' e della presidente dell'Associazione delle madri della Plaza de Mayo, Hebe de Bonafini.
Pia Locatelli e' stata piu' volte in Colombia dove ha recentemente partecipato a una manifestazione per la difesa dei diritti civili, ricorda Radio Caracol. Nei giorni scorsi, le Farc avevano precisato che per liberare sei degli ostaggi che hanno in mano e' necessaria la mediazione di ''qualche personalita' democratica'' di un paese terzo, ''oppure della comunita' internazionale che possa fare da garante''. Ieri, il presidente colombiano, Alvaro Uribe, aveva d'altra parte proposto il Vaticano quale garante per giungere al rilascio dei sei ostaggi.

EUROPEE. NENCINI: DIALOGO SULLA CRISI NON SULLA LEGGE ELETTORALE
«Ci risiamo. L' Italia avrebbe bisogno di politiche condivise per combattere la peggiore crisi economica che si ricordi e l'unico accordo che i due poli ricercano è quello di modificare la legge elettorale per le elezioni europee». Lo sottolinea il segretario del Partito socialista, Riccardo Nencini. «Votiamo fra cinque mesi e ancora gli italiani non sanno se vi sarà o meno la preferenza per scegliere i candidati. Non è un bello spettacolo - conclude Nencini - e comunque la situazione imporrebbe ben altre priorità».

Unioni Civili. Locatelli: Carfagna ministra delle opportunità mancate
"Prendiamo atto che questo governo, al pari del precedente, neppure volendolo ha la forza di contrastare l'ipocrisia perbenista delle gerarchie cattoliche e regolamentare con una legge le unioni di fatto".
È quanto afferma l'europarlamentare del Partito socialista Pia Locatelli, presidente dell'Internazionale socialista delle donne.
"Ci dispiace - continua la Locatelli - che la ministra Carfagna - dopo tanto silenzio sul tema dell'età pensionabile delle donne - si scuota solo oggi per il giusto richiamo del presidente della Corte Costituzionale, Giovanni Maria Flick, per ricordare che lei è personalmente contraria 'all'equiparazione delle unioni di fatto al matrimonio'. Dato che è una minoranza a chiedere l'equiparazione, così dicendo mischia le carte in tavola per contrastare una soluzione ragionevole del problema. Dimentica che oggi i diritti vengono negati non solo alle coppie non sposate, etero o omosessuali, ma anche a tante altre che convivono per ragioni di necessità o di assistenza. A questo punto - conclude l'europarlamentare socialista - vista la poltrona che occupa, le suggeriamo almeno di cambiare nome al suo ministero e di ribattezzarlo: ministero delle opportunità mancate".


Israele. Craxi: "C'è il rischio di atteggiamenti estremistici"
"La partecipazione del ministro 'ombra' degli Affari esteri del Pd, nonché membro della commissione Medio Oriente dell'Internazionale socialista, ad una manifestazione a sostegno dei bombardamenti israeliani su Gaza desta una certa sorpresa".
E' quanto dichiara in una nota Bobo Craxi, della Segreteria nazionale del Partito socialista .
"Nella sinistra italiana", sottolinea Craxi, "vi è sempre stata una pluralità di opinioni, com'è legittimo che sia, sulla difficile questione mediorientale. Ma la piattaforma politica di convocazione di quella manifestazione risulta addirittura in contrasto con la risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu, che invoca il cessate il fuoco". "Vi è uno squilibrio evidente di posizioni nel nostro Paese", conclude l'esponente socialista, "e il rischio è che prevalgano atteggiamenti estremistici da ambo le parti

Crisi. Nencini: sostegno a famiglie ed occupazione
Le famiglie in difficolta' sono al centro delle proposte anti-crisi prospettate dal segretario del Partito socialista Riccardo Nencini, che e' anche a favore di un maggior sostegno all'occupazione nel commercio e nella piccola impresa. Mentre per quanto riguarda l'ipotesi della cassa integrazione diversificata per regione secondo Nencini "e' bene che ad esprimersi siano i sindacati, le parti sociali". Le misure suggerite dal Ps - ha spiegato ieri all'incontro "Impresa, lavoro, sviluppo economico" dedicato al ricordo del Senatore socialista Tommaso Mancia, che si è tenuto a Polverigi (Ancona), al quale erano presenti oltre al Segretario Nazionale, anche l'Eurodeputato Alessandro Battilocchio, il neo assessore Regionale Lidio Rocchi, l'intera dirigenza politica del Partito Socialista delle Marche e gran parte degli amministratori regionali, provinciali e comunali - riguardano la sospensione delle rette scolastiche per i figli di cassintegrati, e una revisione delle fasce di reddito per l'accesso ai trasporti e alle mense scolastice. 'Chiediamo anche - ha aggiunto - maggiori tutele per il mondo del lavoro precario, la ricontrattazione dei mutui per le famiglie a rischio di pignoramento della casa, e un sostegno al pagamento delle tasse universitarie e dei libri di testo per chi ha figli all'universita''. Quanto all'emendamento al decreto anti-crisi sulla cassa integrazione in deroga differenziata, Nencini attende "le valutazioni delle quattro maggiori sigle sindacali".



Sul sito www.partitosocialista.it

Alitalia, qualche consiglio al sindaco Moratti
Di Roberto Biscardini

Gaza. Ascoltare le ragioni dei protagonisti, senza pregiudiziali di sorta.
di Vincenzo Iacovissi

Hamas o Israele? (Hamas il vero nemico del popolo palestinese)
di Alessandro Zella

Anno 2009: come vivere la crisi.
di Giuseppe De Bortoli
E' consultabile, secondo le decisioni assunte nella recente Conferenza di organizzazione, la bozza di Statuto elaborata dalla apposita commissione nominata dal congresso di Montecatini.
Lo Statuto sarà approvato in via definitiva dal Consiglio Nazionale del 24/1
La bozza è stata approvata all'unanimità dalla commissione, salvo gli articoli 8, 12 e 20, per i quali vengono proposte due diverse formulazioni.
Chiunque voglia far pervenire osservazioni può inviarle a statuto@partitosocialista.it

DAL PROSSIMO 15 GENNAIO, ALL'INTERNO DEL SITO www.partitosocialista.it SARÀ A DISPOSIZIONE UNA LIBERA TRIBUNA VIRTUALE CHIAMATA HYDE PARK (IL PARCO DI LONDRA CELEBRE PER LO "SPEAKER'S CORNER") NELLA QUALE SARANNO INSERITI I VIDEOMESSAGGI DI TUTTI COLORO I QUALI INTENDONO DARE UN CONTRIBUTO AL DIBATTITO POLITICO ED ALLA VITA DEL PARTITO.
I VIDEOMESSAGGI, DI UNA DURATA NON SUPERIORE AI 2 MINUTI POTRANNO ESSERE INVIATI A redazione@partitosocialista.it. SI CONSIGLIA DI USARE UN GESTORE D'INVIO DI FILES SUPERIORI ALLA NORMALE CAPACITÀ DI UNA CASELLA POSTALE (ES. www.filemail.com)
SUI VIDEOMESSAGGI NON VERRÀ ESERCITATA ALCUNA CENSURA TUTTAVIA NON SARANNO PRESI IN CONSIDERAZIONE MESSAGGI CON CONTENUTI OFFENSIVI.
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Delegazione Italiana PS al Parlamento Europeo n. 22-23

per visualizzare la versione htm: http://www.delegazioneps.eu/nl/23-24.htm


Notizie dall'Europa

newsletter n.23-24
31 dicembre 2008
www.delegazioneps.eu


Delegazione Italiana PS - Gruppo Socialista al Parlamento europeo


verso le elezioni

martedì 2 dicembre
Il Manifesto del PSE

A Madrid, il Consiglio generale del Partito del Socialismo Europeo ha approvato il Manifesto elettorale in 71 punti, piattaforma unica dei socialisti europei per le prossime elezioni di giugno.
I socialisti proporranno agli elettori in tutti i 27 Paesi della Unione Europea un programma dal titolo "Prima le persone-Una nuova direzione per l'Europa" basato su 6 punti principali: rilancio dell'economia e lotta alla crisi finanziaria, maggiore equità sociale (l'Europa "sociale"), lotta al cambiamento climatico, difesa delle pari opportunità, affermazione di un'efficace politica di immigrazione, costruzione dell'Europa come soggetto politico mondiale per la pace e la sicurezza.
Riccardo Nencini, a nome del Partito Socialista, ha sottoscritto a Madrid il Manifesto del Partito del Socialismo Europeo "People first" (Prima le persone), nel corso di una cerimonia che ha riunito i leader socialisti europei, dal presidente del PSE Poul Nyrup Rasmussen al capogruppo europarlamentare Martin Schulz, a capi di governo come il bulgaro Stanishev e il portoghese Socrates, alla nuova segretaria del Partito socialista francese Martine Aubry. Nencini ha letto il brano del Manifesto che chiede parità di trattamento per tutti i cittadini, senza discriminazioni, con il riconoscimento in tutta Europa dei matrimoni e dei patti di convivenza riconosciuti in uno degli Stati europei. Un messaggio per la laicità e i diritti di tutte le famiglie, convenzionali o meno. Per il PS erano inoltre presenti Pia Locatelli, capodelegazione del PS al Parlamento europeo, Luca Cefisi, membro della presidenza del PSE, Bobo Craxi, responsabile per la politica estera, e diversi altri quadri e militanti, che hanno partecipato nelle delegazioni dei giovani socialisti europei (Ecosy), della RosArcobaleno, oppure come iscritti agli "@ttivisti", la comunità telematica dei partiti del PSE.
Tra gli italiani, oltre a Nencini, hanno firmato Mercedes Bresso, presidente della regione Piemonte, a titolo di presidente della delegazione socialista del Comitato europeo delle Regioni (CoR), Giacomo Filibeck, presidente Ecosy, e Piero Fassino, a nome dei Democratici di Sinistra, in assenza di un'adesione del Partito Democratico di Veltroni.

notizie dal Parlamento

lunedì 1 dicembre
La Francia, a nome dell'Europa, guida la battaglia all'Onu contro la repressione dell'omosessualità

È stata presentata alle Nazioni Unite dalla Francia, nell'ambito delle iniziative per il semestre francese di presidenza europea, e quindi a nome di tutta l'UE, una proposta di dichiarazione sull'orientamento sessuale e l'identità di genere che richiede ai 190 Stati membri dei cinque continenti di depenalizzare l'omosessualità negli Stati dove i comportamenti omosessuali sono ancora puniti a norma di legge (una decina quelli che prevedono addirittura la pena di morte). In sede Onu, si profila la resistenza degli Stati il cui ordinamento è ispirato da fonti religiose, quali la repubblica islamica dell'Iran, che ritiene la punizione dell'omosessualità conforme alla legge islamica, e il Vaticano, che è ufficialmente contrario perché teme che la fine delle discriminazioni giuridiche nei confronti degli omosessuali apra le porte ai matrimoni tra persone dello stesso sesso.

mercoledì 3 dicembre
A Oslo l'inizio della fine per le"cluster bombs": una battaglia europea

Ad Oslo si è tenuta la cerimonia per la firma della Convenzione sulle "munizioni a grappolo" già adottata il 30 maggio 2008 a Dublino. Con l'impulso della Commissione Europea e con il sostegno dell'Europarlamento, 21 Paesi dell'UE fanno parte di 107 Stati che hanno accettato la Convenzione che vieta l'uso, la produzione, il trasferimento e lo stoccaggio di munizioni a grappolo. Sono stabilite misure per assistere le vittime di queste armi e per bonificare le aree contaminate presenti in molti Stati che hanno attraversato periodi di conflitto. Le "cluster bombs" sono particolari bombe o proiettili che si aprono "a grappolo" proiettando ciascuna decine di piccoli ordigni esplosivi. Poiché una certa percentuale non esplode subito ma rimane sul terreno, si tratta di armi che hanno un effetto specialmente pesante sui civili, anche dopo la fine delle ostilità. E' addirittura possibile che all'origine questa percentuale di malfunzionamento sia stata calcolata e accettata con l'intenzione di "minare" ampi spazi di territorio con un'arma "cieca" e dagli effetti terroristici. Mentre l'Europa ha nella sua maggioranza deciso il sostegno alla Convenzione, Stati Uniti, Russia e Cina hanno silenziosamente evitato di impegnarsi.

giovedì 4 dicembre
Il Dalai Lama al Parlamento europeo

A chiusura dell'anno europeo del dialogo interculturale, ha parlato alla plenaria del Parlamento europeo il Dalai Lama. Il leader religioso tibetano ha tenuto a sottolineare come il suo più profondo interesse sia quello di promuovere i valori umani e l'armonia tra le religioni. Il presidente del Parlamento Hans-Gert Pöttering lo ha accolto con queste parole: "Il suo approccio non violento è un esempio straordinario di attivismo pacifico per una campagna degna di causa".
"Il mondo ha fatto troppo poco per risolvere la questione del Tibet: come socialisti siamo per la libertà, l'autodeterminazione e per il rispetto delle minoranze e contro ogni intollerabile violazione dei diritti umani": è quanto ha affermato l'eurodeputato del Partito Socialista, Alessandro Battilocchio, a margine dell'intervento del Dalai Lama davanti al Parlamento europeo riunito in plenaria a Bruxelles. "In tutto questo - ha aggiunto Battilocchio - le olimpiadi sono state un'occasione mancata."

venerdì 5 dicembre
"Laboratorio Europa": studenti in visita al Parlamento

Un gruppo di studenti provenienti da Frosinone e Ciampino, vincitori del progetto 'Laboratorio Europa', ha visitato oggi la sede del Parlamento europeo di Bruxelles, accompagnato dall'eurodeputato Alessandro Battilocchio. Il 'Laboratorio Europa' è un'attività ideata dal centro 'Europe Direct Lazio' di Viterbo, volta a promuovere la partecipazione alla cittadinanza attiva e l'informazione sull'Unione europea tra gli studenti delle scuole superiori provenienti dal Lazio, e che ha visto la partecipazione anche di delegazioni provenienti da Toscana e Umbria. La prima fase del 'Laboratorio' si è svolta attraverso incontri in aula con gli studenti, da parte dei formatori di 'Europe Direct Lazio' e poi con una simulazione vera e propria, nella quale gli studenti danno vita a un'attività del Parlamento europeo e dei suoi organi ausiliari. La 'sessione plenaria' si è tenuta il 16 maggio scorso presso l'aula magna della facoltà di Agraria di Viterbo.

martedì 9 dicembre
Diritti dei minori: riunione a Bruxelles, non abbassare la guardia nei Paesi in via di sviluppo

"Non possiamo più chiudere gli occhi davanti a ciò che accade a milioni di bambini che hanno avuto la sfortuna di nascere in Paesi lacerati dai conflitti e dalla povertà. I dati sui quali discutiamo oggi sono davvero preoccupanti: 250.000 bambini stimati dall'Onu come attivamente coinvolti nei conflitti armati a livello mondiale. E' una piaga intollerabile sulla salvaguardia dei diritti umani". E' quanto ha affermato l'eurodeputato del Partito Socialista, Alessandro Battilocchio, che ha aperto con la sua relazione il convegno "Bambini nei Paesi in via di sviluppo", organizzato dall'eurogruppo Pse e che si è tenuto questa mattina presso la sede di Bruxelles del Parlamento europeo. All'iniziativa hanno partecipato tra gli altri molti eurodeputati ed i responsabili internazionali di Ong impegnate a difesa dei minori in Paesi in via di sviluppo, come 'Save the children' e 'Child to child'. "Già lo scorso anno - ha aggiunto Battilocchio - il Parlamento europeo si era espresso in seduta plenaria contro l'utilizzo dei bambini soldato, esortando tutti i Paesi a ratificare il protocollo opzionale alla Convenzione dell'Onu sui diritti del fanciullo. Ma non possiamo abbassare la guardia, dobbiamo continuare a lavorare perché in una reale società civile i diritti dei bambini vengono al primo posto". Battilocchio ha ricevuto la scorsa settimana dall'Unicef il prestigioso riconoscimento di 'Difensore dell'infanzia'.

mercoledì 17 dicembre
Premio Sakharov, vent'anni per i diritti umani

Nel 1988 il Parlamento europeo istituiva il premio Sakharov, un riconoscimento ai difensori dei diritti dell'uomo e della libertà di opinione. Il premio, dedicato al famoso fisico sovietico Sakharov, che mise in gioco carriera e libertà personale per difendere i diritti umani nell'Urss, è diventato un po' il "premio Nobel dei diritti umani". Il primo premiato fu Nelson Mandela, allora soltanto un avvocato in carcere da troppo tempo in Sud Africa. Nell'aula di Straburgo si è tenuta oggi una cerimonia per festeggiare i vent'anni di lavoro e i vincitori negli ultimi due decenni: tra gli altri, lo slovacco Alexander Dubcek (premio Sakharov1989), la birmana Aung San Suu Kyi (1990), la la curda Leila Zana (1995), il premio collettivo a "Reporters sans frontières" (2005). Tra gli assenti alla cerimonia perché ristretti nella loro libertà, proprio Aung San Suu Kyi e il cinese Hu Jia, premiato quest'anno ma in sua forzata assenza. "Anche 20 anni fa la sedia riservata al vincitore del Premio Sakharov era vuota", ha ricordato il presidente del Parlamento Poettering facendo riferimento a Nelson Mandela, poi gloriosamente eletto presidente del Sudafrica. Presente anche la vedova di Sakharov, Elena Bonner.

venerdì 19 dicembre
Parlamento europeo: le novità in vista della nuova legislatura

Alla fine dei lavori di dicembre, prima della pausa natalizia, si è definita completamente una serie di novità nel lavoro del Parlamento europeo sul piano della trasparenza ed efficienza, che avranno attuazione con la prossima legislatura 2009-14. In primo luogo troverà applicazione lo statuto dei parlamentari europei, che prevede una remunerazione uguale per tutti gli eletti, senza distinzione del Paese di provenienza: la remunerazione sarà, oltre che uguale per tutti, tassata a livello europeo. Questo porterà sicuramente ad un abbassamento delle retribuzioni degli europarlamentari italiani, mentre le vedranno migliorare i rappresentanti di alcuni Paesi dell'Europa dell'Est. Anche gli assistenti parlamentari riceveranno norme adeguate al loro lavoro: i "portaborse", infatti, che svolgono un lavoro umile e oscuro ma di grande utilità per i lavori parlamentari, sono da sempre sottoposti a contratti di lavoro precari e sfavorevoli rispetto agli standard contrattuali che si riscontrano normalmente nelle aziende o negli enti pubblici; saranno fissate norme rigide e inderogabili, sia a tutela dei loro diritti come lavoratori sia a garanzia della loro competenza, che per i gradi più alti vedrà come condizione necessaria una laurea e la conoscenza di più di una lingua dell'Unione Europea.

31 dicembre /1 gennaio
Crisi di Gaza: l'Europa alla prova

Il passaggio di consegne tra Parigi e Praga ha subito evidenziato delle difficoltà: Praga ha un approccio diverso da Parigi sull'escalation nella Striscia di Gaza e in una prima dichiarazione ha difeso i raid israeliani alla luce del lancio di razzi da parte di Hamas. La Francia ha invece condannato le violenze da entrambe le parti e ha proposto una tregua umanitaria di 48 ore. Certamente la presidenza ceca è meno autorevole ed esperta di quella francese, e del resto il governo ceco si è sempre allineato con la politica di Bush, senza sostenere la linea diplomatica dell'Unione Europea che la Francia in questi mesi ha dettato con forza. Alla fine, è stata Praga a correggere il tiro, dopo poche ore di pressioni da Parigi, Madrid e Londra, denunciando anch'essa l'eccesso di violenza sui civili e la necessità di aprire corridoi umanitari. Mirek Topolanek, Primo Ministro della Repubblica ceca, ha annunciato che ha in programma una missione diplomatica europea in Medio Oriente per tentare di venire a capo del conflitto nella Striscia di Gaza. La missione si sovrappone al viaggio del presidente francese, Nicolas Sarkozy, diretto in Egitto, Israele e Cisgiordania per premere per un cessate il fuoco e poi in Libano e in Siria, ma Topolanek ha assicurato di aver avuto un lungo colloquio telefonico con il Presidente francese.
"L'ennesima terribile tragedia che sta avvenendo in queste ore a Gaza deve spingere tutta la comunità internazionale e in primo luogo l'Unione Europea a intervenire non solo per ottenere una tregua immediata ma anche per impedire la sconfitta definitiva di Abu Mazen" ha dichiarato l'europarlamentare Pia Locatelli, capodelegazione del PS italiano nel gruppo PSE. "Può essere infatti - continua Locatelli - che dietro gli attacchi di Hamas per spingere Israele a una comprensibile se pure esagerata reazione, vi sia proprio l'obiettivo di marginalizzare politicamente il Presidente palestinese e lasciare che a parlare siano solo gli elementi più radicali, il terrorismo e le armi. Così quanto avviene oggi a Gaza potrebbe ripetersi domani in Cisgiordania. L'Italia, che presiederà il G8 e che in Medioriente ha sempre avuto un rapporto equilibrato con tutte le parti in causa, può svolgere - conclude l'esponente socialista - un ruolo importante facendo di Abu Mazen un interlocutore politico indispensabile per impedire che con la sua sconfitta venga definitivamente travolta la linea dei riformisti".

comunicati stampa

lunedì 1 dicembre
Giornata contro l'Aids: partire da prevenzione nelle scuole

"Quella all'Aids è una lotta che va affrontata puntando innanzitutto sull'informazione e sulla prevenzione: è importante andare incontro ai giovani, per renderli consapevoli dei pericoli di contagio e per eliminare pregiudizi culturali rispetto all'uso di metodi preventivi come il preservativo. Oggi, nell'ambito della giornata mondiale contro l'Aids, vorrei ricordare la petizione 'Cut Aids cut vat on condoms' lanciata dal gruppo del Pse al Parlamento europeo lo scorso anno, che chiede di ridurre a livello continentale l'imposta Iva sui preservativi per incentivarne il consumo, per la quale centinaia di giovani socialisti sono mobilitati in molte piazze italiane". Lo afferma l'eurodeputato Alessandro Battilocchio. "È necessaria - aggiunge Battilocchio - una campagna di informazione assillante, che abbia nelle scuole la sua base di partenza, perché i giovani possano capire e conoscere i pericoli del contagio e quindi consapevolmente evitare i comportamenti a rischio. In tal senso apprezzo molto la proposta del mio ex-collega Nicola Zingaretti, oggi Presidente della Provincia di Roma, per la distribuzione nelle scuole della provincia di materiale informativo. Infine, non possiamo chiudere gli occhi davanti alle stragi che questa malattia compie nel mondo intero. I dati dell'Unicef fanno rabbrividire: 2 milioni di bambini affetti da Hiv alla nascita, la metà dei quali senza cure adeguate morirà prima di aver compiuto i 2 anni d'età. E'una carneficina quotidiana che va combattuta con tutti i mezzi possibili".

martedì 9 dicembre
Fame: Battilocchio, i numeri del rapporto Fao fanno rabbrividire

"A 60 anni dalla Dichiarazione universale sui Diritti umani l'alimentazione è ancora un diritto negato per almeno un settimo della popolazione mondiale: i numeri che emergono dal rapporto della Fao sullo stato dell'insicurezza alimentare nel mondo, che stimano quasi in un miliardo le persone in stato di malnutrizione cronica, fanno rabbrividire". E' quanto afferma l'eurodeputato del Partito Socialista Alessandro Battilocchio, membro della commissione Sviluppo del Parlamento europeo. "Si tratta - aggiunge Battilocchio - di una situazione inaccettabile davanti alla quale la comunità internazionale ha l'obbligo di intervenire attraverso azioni congiunte per affrontare l'impatto dell'innalzamento dei prezzi sulle popolazioni più povere ed individuare politiche e strategie per la salvaguardia e la tutela del diritto all'alimentazione: la Dichiarazione universale sui Diritti umani, insomma, non può rimanere scritta solo sulla carta. Oggi, anche se è in atto una crisi finanziaria, non possiamo ridurre gli aiuti verso i Paesi in via di sviluppo ma soprattutto dobbiamo concertare azioni chiare e risolute a livello internazionale, perché gli errori del passato, ultima la chiusura al ribasso nel vertice Fao di Roma dello scorso giugno, non possono più essere commessi". "Non è possibile che ad ogni vertice internazionale l'obiettivo di sconfiggere la fame nel mondo si allontani sempre di più: negli anni Novanta sembrava raggiungibile nel 2015, oggi non prima del 2050. Per noi sono numeri - conclude Battilocchio - per un miliardo di persone è un flagello quotidiano".

domenica 14 dicembre
Pensioni: Locatelli a Brunetta e Carfagna, un tavolo europeo per discuterne

"Se Brunetta vuole equiparare l'età pensionabile, faccia sul serio e prenda a cuore tutte le 'equiparazioni', non solo quelle che 'convengono' al governo ma anche quelle che convengono alle donne". È quanto afferma l'europarlamentare socialista Pia Locatelli, capodelegazione del PS italiano al Parlamento europeo. "Si affronti con serietà il problema dello Stato sociale nella sua complessità - continua l'esponente socialista - se non si vuole correre il rischio di strumentalizzare un tema di drammatica attualità. Per sfuggire a ogni tentazione propagandistica, suggerisco al ministro Brunetta, ma anche alla ministra Carfagna, di incontrarci per discuterne in un'ottica davvero europea, prendendo a modello i Paesi dove ci sono non solo età pensionabili uguali per i due sessi ma anche tanti servizi per la famiglia che in Italia ricadono ancora quasi esclusivamente sulle spalle delle donne".


approfondimento

mercoledì 17 dicembre
Il Parlamento europeo blocca la decisione dei governi: no all'orario di lavoro a 65 ore settimanali

Il Parlamento europeo ha respinto la proposta di portare la settimana di lavoro fino a 65 ore, accogliendo tutti gli emendamenti della commissione Lavoro del Parlamento stesso. Con 421 sì, 273 no e 11 astensioni, l'emendamento-chiave stabilisce che l'orario settimanale è di 48 ore e concede tre anni di deroga agli Stati dell'Unione Europea, eliminando in pratica la possibilità di "sottrarsi" (opt-out). La decisione è considerata una vittoria del gruppo del Pse, in accordo con la Ces, la Confederazione dei sindacati europei, essendo socialista il relatore spagnolo Alejandro Cercas. E' stato infatti ribadito il principio di un tetto massimo di 48 ore per il lavoro dipendente, straordinari inclusi, principio storico per il movimento sindacale, tanto che in Italia risale addirittura al 1919 la prima proposta della Fiom di ridurre l'orario giornaliero a 8 ore (48 settimanali) a parità di salario, proposta che allora ebbe successo senza scioperi. Ma le "8 ore di lavoro, 8 per la vita privata, 8 per dormire" sono ancora più antiche, e si identificano con la nascita del movimento dei lavoratori: la decisione di organizzare manifestazioni in una data fissa per ottenere le 8 ore lavorative viene presa addirittura a Parigi, il 14 luglio 1889, al Congresso della Seconda Internazionale, quando i delegati approvano all'unanimità la mozione presentata dalla delegazione francese e statunitense: "Una grande manifestazione sarà organizzata per una data stabilita, in modo che simultaneamente in tutti i Paesi e in tutte le città, nello stesso giorno, i lavoratori chiederanno alle pubbliche autorità di ridurre per legge la giornata lavorativa a 8 ore e di mandare ad effetto le altre risoluzioni del Congresso di Parigi". Il ritorno strisciante a settimane lavorative di 60 e più ore, più o meno consentite ormai in 15 dei 27 Paesi della UE, stava del resto provocando crescente malessere nel mondo del lavoro: in particolare, gli addetti alla sicurezza e alcuni medici avevano denunciato il disagio di categorie che in molti casi non si vedevano più riconosciuto il diritto a turni di riposo adeguati. Medici provenienti da vari Paesi d' Europa hanno sfilato in camice bianco, davanti alla sede del Parlamento, chiedendo che il tempo di guardia fosse considerato tempo lavorativo e che fosse loro garantito il diritto di usufruire dei riposi compensativi subito dopo il lavoro svolto. Più in generale, il voto a Strasburgo indica la volontà politica dell'Europarlamento di bilanciare le decisioni dei governi UE, dato che la proposta di aumentare l'orario settimanale a 65 ore, formalizzata dalla Commissione europea in una bozza di direttiva, proveniva dal Consiglio europeo, cioè dai governi stessi dei Paesi UE, a seguito di un deciso intervento in questo senso della Francia e dell'Italia, in un clima reso propizio all'iniziativa dalla presenza di una maggioranza di centrodestra tra I governi europei in questa fase. Si era aggiunta anche la Gran Bretagna, che storicamente utilizza la opt-out per attuare proprie regole, secondo una tradizione giuridica anglosassone refrattaria al diritto "continentale" e all'armonizzazione europea. Peraltro, nel gruppo Pse esiste da tempo una posizione unitaria, che "regge" anche quando governi a guida socialista o laburista esprimono posizioni differenziate. Infatti, sottolinea proprio il portavoce del Gruppo Socialista sull'occupazione, l'eurodeputato laburista britannico Stephen Hughes, "è il miglior risultato in cui potevamo sperare, siamo nella migliore delle posizioni possibili per negoziare con il Consiglio. Abbiamo indicato chiaramente che le deroghe all'orario di lavoro settimanale devono essere abolite; i negoziati serviranno a decidere entro quale scadenza. Abbiamo anche affermato chiaramente che il servizio di guardia svolto dai medici in ospedale deve essere contabilizzato all'interno dell'orario di lavoro. La posizione del Consiglio non gli permetterebbe di guadagnare abbastanza da vivere". Il portavoce del Gruppo Socialista e negoziatore del Parlamento europeo sull'orario di lavoro, l'eurodeputato spagnolo Alejandro Cercas, aggiunge: "E' una grande vittoria per il Parlamento europeo e per l'Europa sociale. Abbiamo l'opportunità di correggere una cattiva decisione. Chiediamo alla Commissione europea di svolgere il proprio ruolo di mediatore per arrivare ad una vera Europa sociale. Il Parlamento - conclude Cercas - ha ascoltato i medici, i sindacati e i lavoratori la cui la salute e sicurezza erano messe a repentaglio dall'orario di lavoro prolungato. Era in gioco il futuro dell'Europa sociale". Rimane ora la necessità di una procedura di conciliazione tra Parlamento e Commissione, che se fallirà provocherà comunque l'azzeramento della proposta di direttiva, essendo in quest'ambito il Parlamento europeo ad avere un potere di veto.




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Pia Locatelli - www.pialocatelli.eu

Rapisardo Antinucci - rapisardo.antinucci@partitosocialista.it

Alessandro Battilocchio - www.battilocchio.com
Gianni De Michelis - gianni.demichelis@europarl.europa.eu
Partito Socialista - www.partitosocialista.it
Delegazione Italiana nel Gruppo PSE - www.delegazionepse.it
Gruppo PSE al Parlamento europeo - www.socialistgroup.org
per informazioni - luca.cefisi@europarl.europa.eu



a cura di Luca Cefisi





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domenica 11 gennaio 2009

Partito Socialista newsletter del 10 gennaio 2009



NEWSLETTER DEL 10 gennaio 2009


RICCARDO NENCINI: APPELLO ALLA SINISTRA
"Mi rivolgo a quanti - circoli, associazioni, fondazioni, partiti della sinistra non antagonista e non comunista -, condividono il Manifesto del Partito del Socialismo Europeo approvato a Madrid il 1 dicembre scorso perché si metta fine a divisioni nocive per la presenza in Italia di una sinistra riformista fondata sui valori del merito, della inclusione, del rigore, della libertà". Inizia così la lettera- appello del segretario del Partito Socialista, Riccardo Nencini, in vista delle elezioni europee del giugno 2009.
"Mi rivolgo - prosegue l'appello - a quanti ritengono colpevole non agire per definire un progetto della sinistra del futuro i cui eletti al Parlamento Europeo siedano accanto ai rappresentanti laburisti, socialisti e socialdemocratici. Mi rivolgo a quanti pensano che sia necessario rinunciare a parte della propria sovranità per concorrere alla costruzione di liste elettorali condivise nei cinque collegi elettorali italiani. Candidati che condividano un programma minimo per il governo dell'Europa in questo tempo di crisi e che, grazie alla loro scelta, riescano a favorire nuovi processi di aggregazione anche solo finalizzati a quella importante scadenza politica. Mi rivolgo a quanti ritengono possibile unire le forze sotto il simbolo del Socialismo Europeo per presentare un'unica lista alle elezioni europee del giugno 2009. Non singole bandiere, dunque, ma l'accettazione del Manifesto del PSE quale segno di laicità, innovazione, investimento sulle giovani generazioni, valorizzazione dell'ambiente, parità di genere, ruolo dell'Europa per costruire la pace nel mondo. I socialisti sono pronti a lavorare in questa direzione fino dai prossimi giorni.
Per aiutare questo orientamento a compiersi, i socialisti - conclude l'appello di Nencini - avanzeranno richiesta al leader del PSE Rasmussen perché venga consentito l'uso del simbolo del Partito del Socialismo Europeo nelle circoscrizioni italiane nelle elezioni europee del prossimo giugno".

Locatelli: Vassalli i repubblichini li ha subiti sulla propria pelle. Barani no".
SALO'. NENCINI A MICHELE SERRA: SOCIALISTA VUOL DIRE VASSALLI
«Socialista, in questo Paese, vuol dire solo Vassalli, che ha speso parole durissime contro la proposta di legge che equipara i soldati di Salò agli altri combattenti italiani e che da mesi noi socialisti chiediamo che venga nominato senatore a vita».
Così scrive Riccardo Nencini, segretario del Partito Socialista, a Michele Serra, che sulla rubrica 'L'Amaca' pubblicata oggi su Repubblica aveva parlato della pdl che istituisce l'Ordine della Patria, in cui tutti i combattenti della Seconda guerra mondiale, 'repubblichini' compresi, potranno ricevere onorificenze ma anche contributi. Visto che la legge incriminata ha come primo firmatario un ex socialista, Lucio Barani, oggi deputato del centrodestra, secondo Serra "socialista, in questo Paese, vuol dire Vassalli ma vuol dire anche Barani: e dunque, in via definitiva, non vuol dire più nulla".
«I socialisti - ribatte Nencini a Serra - non hanno mai fatto confusione sui questi temi, e da quando sono Segretario nazionale del Partito Socialista, e prima ancora in qualità di presidente del Consiglio regionale della Toscana, ho contribuito in prima persona a far sì che venissero alla luce gli scheletri chiusi a chiave da decenni dentro l'"armadio della vergogna", che contiene notizie risalenti ad alcune tra le più efferate stragi nazi-fasciste».
Quanto «a coloro che hanno scelto di convivere politicamente anche con gli eredi della tradizione repubblichina», Nencini li invita a «non abusare, soprattutto in contesti così delicati e dolorosi, del termine socialista. Non possono assolutamente fregiarsene».
Anche Pia Locatelli, Presidente del CN del partito, in una lettera al direttore di Repubblica è intervenuta sulla questione: "Il tema della dignità della memoria dei combattenti di Salò, è scabroso a andrebbe affrontato con tutta la serietà e la prudenza che merita- scrive la Presidente dell'IS donne - Violante, da presidente della Camera, venne contestato con inusitata durezza quando appena accennò una riflessione su quella tragica esperienza. Perfino Sandro Pertini venne attaccato da Giorgio Bocca per non aver rifiutato, durante una cerimonia, il saluto col pugnale degli ex fascisti. Serra- prosegue Locatelli- di solito ottimo corsivista a cui piace intingere la penna nel veleno, si accosta al tema solo per fare una polemica sciocca e gratuita contro i socialisti, commettendo pure un grossolano errore. Pretende difatti di dimostrare che il 'socialismo' non vuol dire più niente, perché il socialista Vassalli e il socialista Barani su Salò si smentirebbero a vicenda. È evidente per chiunque, ma non evidentemente agli antisocialisti viscerali, che Vassalli e Barani non possono avere lo stesso peso se non altro perché - conclude l'europarlamentare del PS -Vassalli i repubblichini li ha subiti sulla propria pelle e Barani no.


Ricorre il V anniversario della scomparsa del grande filosofo
NENCINI: NORBERTO BOBBIO, MAESTRO DI SOCIALISMO
«Coscienza critica di tutta la sinistra, maestro di socialismo, protagonista del risveglio culturale dell'area socialista negli anni '70». Riccardo Nencini ricorda con sentimento e passione di dirigente politico Norberto Bobbio, nel quinto anniversario della morte. «Il pensiero politico di Bobbio rappresenta per il Partito socialista - sottolinea Nencini - un punto di riferimento costante. Guardando intorno alle macerie della sinistra oggi in Italia - aggiunge Nencini - vengono in mente alcune sue parole profetiche: 'Un partito socialista ha bisogno per sopravvivere e per guardare con fiducia il proprio avvenire, di grandi ideali. Ma non ha bisogno di inventare nulla. Ha bisogno solo di restare fedele alla propria storia'. Nel ricordare il grande maestro di socialismo - conclude Nencini - è a lui che guardiamo come bussola per la nostra azione politica e i nostri programmi».

ISRAELE. BISCARDINI I SOCIALISTI VICINI ALLA COMUNITA' EBRAICA ITALIANA
"La risoluzione dell'ONU a favore della tregua nella striscia di Gaza, assolutamente condivisibile, non legittima nessun atteggiamento antisemita o antisionista. E' nostro dovere denunciare la gravità dell'estendersi nel mondo arabo dell'odio contro Israele." Lo ha dichiarato Roberto Biscardini della Segreteria Nazionale del Partito Socialista, che ha aggiunto: "L'invito di Gheddafi rivolto agli arabi perché scendano in campo a combattere in Palestina e i razzi katiusha lanciati dal Libano sul nord di Israele sono il segno di una degenerazione che non considera Hamas come il vero pericolo comune di Israele e della stessa Palestina. Per non parlare di una Chiesa con a capo un Papa tedesco che non sa distinguere tra un campo di concentramento nazista e ciò che avviene oggi nella striscia di Gaza."
Per quanto riguarda le questioni nostrane Biscardini ha concluso: "I socialisti non possono che stigmatizzare con assoluta chiarezza la follia antisemita di una sedicente associazione di commercianti autonomi che invitano a boicottare a Roma negozi gestiti da ebrei e a sinistra le farneticanti dichiarazioni di Gianni Vattimo che propone agli occidentali di "procurarsi missili più efficaci dei qassam" per darli ai palestinesi di Hamas. I socialisti sono vicini alla comunità ebraica italiana."


Ogni giorno si allunga la lista di occasioni perse e di risse.
PD. LOCATELLI: IMPLOSIONE O SEPARAZIONE VA BENE PURCHÉ FACCIANO IN FRETTA
"Il Pd rischia l'implosione, come scrive Il Regno, o più semplicemente una banale separazione consensuale tra Margherita e Ds. Va tutto bene purché questa agonia abbia fine il più presto possibile".
È quanto afferma l'europarlamentare socialista del Ps Pia Locatelli, presidente dell'Internazionale socialista delle donne.
"In caso contrario - continua la Locatelli - si aggraverà la condizione di minorità in cui si trova tutto il centrosinistra, socialisti compresi, conseguenza diretta della mancata soluzione della crisi di identità di un Pd 'senza passato e senza futuro' come scrive la rivista dei dehoniani.
Dall'Abruzzo a Napoli, dalla giustizia alla politica estera, ogni giorno si allunga la lista delle occasioni perse e delle risse interne e non potranno essere certo i commissari di Veltroni a risolvere la situazione.
Oggi, ad esempio, Rutelli si dice fiducioso che Veltroni riuscirà a trovare nelle prossime settimane 'una soluzione innovativa e intelligente per l'approdo del Pd nel Parlamento europeo' ma il problema non è tirare fuori un coniglio dal cappello bensì avviare un confronto serio e alla luce del giorno. Scelgano di aderire al Pse , come vorremmo noi socialisti - conclude l'esponente socialista - oppure a un altro gruppo esistente, ma ci risparmino l'ennesimo pateracchio che non convincerebbe nessuno né in Italia né in Europa".


SOLLAZZO: LA CRISI DEI PARTITI CONTENITORE: DOPO IL PD SARA' IL TURNO DEL PDL.

I nodi sono giunti finalmente al pettine - ha dichiarato Angelo Sollazzo, della Segreteria nazionale del Partito Socialista -.
Per oltre un decennio i novisti della politica e certa stampa convinta di poter decidere le sorti del governo della nazione, hanno tentato di convincerci che erano ormai superati i vecchi partiti politici,che certe ideologie erano pezzi d'antiquariato del secolo scorso e che ormai la politica volgeva al modello americano in cui le parole destra o sinistra non avevano più senso.
Tali soloni presuntuosi ed arroganti sono stati smentiti clamorosamente dalla crisi profonda che ha colpito proprio i loro protetti. E' bastata la crisi finanziaria internazionale e interna per riscoprire ricette del passato che, evidentemente, tanto male non erano.
L'aver voluto puntare sulla finanza creativa in luogo dell'industria che produce,sulla carta e non sul lavoro vero,ha portato l'economia mondiale a guardarsi indietro ed a pensare finalmente a dotare il mercato di regole e controlli per evitare che l'impalcatura del liberismo selvaggio crollasse del tutto portandoci alla rovina.
Allora c'è bisogno nei vari settori del salvataggio dello Stato,in particolare per le Banche e per il settore dell'auto, e ci si appresta con formule e nomi diversi ad inaugurare una nuova stagione delle partecipazioni statali. Insomma - ha osse3rvato il responsabile organizzativo del PS- dopo trent'anni si rispolverano le teorie di Riccardo Lombardo e dei socialisti.
Il PD è in crisi perché non ha identità politica, perchè le due anime che lo compongono sono inconciliabili, perchè non possono avere un riferimento europeo,perché vacillano su tutti i temi da quelli del lavoro a quelli dei diritti civili a quelli della politica estera. Insomma in disaccordo su tutto,senza progetto e senza leaderschip. Il botto non tarderà molto.
nfine- ha concluso Sollazzo- il cosiddetto Popolo della Libertà dovrà anch'esso affrontare gravi contraddizioni. I post-fascisti non vogliono lasciare ad altri la collocazione tipica di un partito di Destra, gli ex socialisti non vogliono trasformarsi in democristiani europei,gli exDC non possono vedersi usurpato il loro ruolo nel momento in cui il PDL sceglie il partito popolare europeo. Insomma senza identità,checché si dica, prima o poi i partiti si sfasciano e ciò non dipende da fattori esterni.

Alla festa provinciale di Viterbo presenti tra gli altri anche Labellarte e Battilocchio
CRISI. NENCINI: LA RICETTA DEI SOCIALISTI PARTE DAI COMUNI
Grande partecipazione alla festa provinciale dei socialisti di Viterbo che si è tenuta a Montefiascone. All'iniziativa, che è stata aperta dal Segretario Provinciale della Federazione viterbese, Aldo Filosa, si è discusso delle proposte del Ps contro la crisi economica che investe il territorio e delle iniziative da intraprendere in vista delle prossime amministrative di primavera. Al dibattito hanno partecipato tra gli altri Gerardo Labellarte, della Segreteria Nazionale, il segretario regionale Giancarlo Licari e quello romano Atlantide Di Tommaso, oltre a tanti amministratori e rappresentanti istituzionali e sindacali del territorio. Le conclusioni sono state affidate alle relazioni dell'eurodeputato Alessandro Battilocchio, che ha discusso delle prospettive del territorio e del partito in Europa, e del segretario nazionale Riccardo Nencini che ha parlato delle ricette socialiste per affrontare la crisi economica. "Leggo su alcuni quotidiani e periodici di influenza governativa - ha affermato Nencini nel suo intervento - che la crisi non esiste. Deve essere per questo motivo che il governo ha fatto ben poco per affrontare e risolvere i problemi delle famiglie italiane. E' ora di rimboccarsi le maniche e partire dalle amministrazioni locali con un reale e concreto piano anticrisi delle giunte comunali." Facendo affidamento a un "mix di investimenti pubblici e agevolazioni a investimenti privati" Nencini ha ricordato l'invito del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano a un comportamento serio e responsabile a livello locale, e ha suggerito agli amministratori alcune linee di azione a sostegno del reddito dei cittadini. "L'elenco delle cose possibili subito - ha proseguito il segretario socialista - è semplice: interventi immediati nel settore delle manutenzioni e delle infrastrutture scolastiche e di servizio; incremento dei fondi per borse di studio, fondi per anziani per il pagamento delle utenze domestiche; fondi a vantaggio di studenti universitari per il contributo alle spese di trasporto, acquisto libri, tasse; interventi per la dilazione del pagamento dei mutui per l'acquisto della prima casa previo accordo-quadro tra amministrazione locale e istituto di credito; incentivi economici per imprese operanti nel commercio al minuto finalizzati a investimenti; variazione delle rette per nidi, materne, mense e trasporti scolastici; allargamento delle esenzioni sulle rette dei servizi educativi; accordi con istituti bancari per agevolare lo smobilizzo dei crediti vantati dai fornitori di beni e servizi comunali attraverso anticipi su fatture".

MANIFESTO PSE. CEFISI: PROTEGGERE I POSTI DI LAVORO E IL POTERE D'ACQUISTO
Il numero di gennaio de Le Ragioni del Socialismo, pubblica un'ampia sintesi del Manifesto del PSE per le prossime elezioni europee, con commenti di Philip Cordery e di Luca Cefisi, che riportiamo qui di seguito.
Si è placata la geremiade sulla "crisi della socialdemocrazia", proclamata da una folla di dotti, medici e sapienti. Sì, globalizzazione e finanziarizzazione rampante del capitalismo avevano ridotto lo spazio per l'intervento statale, e quindi messo in crisi quella prassi consolidata, nota in Europa come socialdemocrazia (di teoria, nella socialdemocrazia, non ce n'è mai stata troppa: pace e giustizia sociale, e la sacrosanta convinzione che convenga bilanciare a favore della maggioranza i vantaggi che il mercato offre ai pochi detentori di capitale). Le diagnosi più funeste giungevano dalle cattedre dell'egemonìa ideologica neoliberale e neoconservatrice: proclamata la fine delle politiche sociali, della redistribuzione, della solidarietà, finanche di scuola e sanità pubbliche, una stucchevole retorica del merito ha esaltato i vari Lapo, tutti meritevolissimi per nascita, e criticato la pigrizia dei poveri, tutti rovinati dall'assistenzialismo statale. Era tornata in auge anche la guerra, in nome di un campo occidentale definito nella sua essenza dal libero mercato, con l'accessorio di una qualche democrazia politica. Questa sbornia di valori vittoriani sembra alla fine: perchè, essenzialmente, i banchieri di tutto il mondo hanno dovuto correre dai governi con il cappello in mano. Abbiamo uno strumento nella globalizzazione: l'Unione Europea. La collaborazione tra governi ha acchiappato il sistema bancario sull'orlo del baratro. Ora, la socialdemocrazia è qualcosa di più dello statalismo; se i Tremonti e i Sarkozy son già prontissimi a rimanere in sella passando al capitalismo assistito, il compito socialista è certo più ambizioso: imporre regole solide ai mercati, proteggere posti di lavoro e potere d'acquisto.
Occorrono politiche di riconversione ecologica lontane mille miglia dall'orizzonte di Berlusconi e Marcegaglia, occorre un'estensione mondiale dei diritti umani, sociali e sindacali (altro che Dio-Patria-Famiglia). La sinistra italiana appare, come d'uso, fuori tempo e fuori forma per la sfida: il partito democratico di Veltroni non esce dal suo provincialismo, tra nuovi dipietristi e vecchi democristiani, i radicali, dopo tanta transnazionalità, sono arruolati nel vecchio liberalismo europeo, i socialisti di nome e di fatto sono pochi ed emarginati: il rischio è che il messaggio, forte e innovativo, del Manifesto del PSE non giunga neppure alle orecchie degli elettori. E questo non sarebbe un male per i socialisti, ma per l'Italia


IL PARTITO
Giovani Socialisti: Congresso Nazionale il 31 gennaio a Salerno.
Proseguono in un clima propositivo e costruttivo i lavori di preparazione in vista del congresso nazionale dei Giovani Socialisti in programma a Salerno il prossimo 31 Gennaio.
Alla scadenza del termine per la presentazione dei documenti congressuali, è pervenuta alla commissione organizzativa un'unica mozione,collegata al candidato segretario Luigi Iorio e sottoscritta da un cospicuo numero di rappresentanti delle realtà locali.
Il testo della mozione e ulteriori info logistiche ed organizzative sono disponibili sul sito
www.giovanisocialisti.eu

Sul sito www.partitosocialista.it

Le elezioni europee:occasione decisiva per il Partito Socialista.
di Lanfranco Turci

Gaza. Ascoltare le ragioni dei protagonisti, senza pregiudiziali di sorta.
di Vincenzo Iacovissi

Hamas o Israele? (Hamas il vero nemico del popolo palestinese)
di Alessandro Zella

Anno 2009: come vivere la crisi.
di Giuseppe De Bortoli


E' consultabile, secondo le decisioni assunte nella recente Conferenza di organizzazione, la bozza di Statuto elaborata dalla apposita commissione nominata dal congresso di Montecatini.
Lo Statuto sarà approvato in via definitiva dal Consiglio Nazionale del 24/1
La bozza è stata approvata all'unanimità dalla commissione, salvo gli articoli 8, 12 e 20, per i quali vengono proposte due diverse formulazioni.
Chiunque voglia far pervenire osservazioni può inviarle a statuto@partitosocialista.it


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giovedì 8 gennaio 2009

Partito Socialista newsletter del 7 gennaio 2009



NEWSLETTER DEL 7 gennaio 2009

RICCARDO NENCINI: APPELLO ALLA SINISTRA
"Mi rivolgo a quanti - circoli, associazioni, fondazioni, partiti della sinistra non antagonista e non comunista -, condividono il Manifesto del Partito del Socialismo Europeo approvato a Madrid il 1 dicembre scorso perché si metta fine a divisioni nocive per la presenza in Italia di una sinistra riformista fondata sui valori del merito, della inclusione, del rigore, della libertà". Inizia così la lettera- appello del segretario del Partito Socialista, Riccardo Nencini, in vista delle elezioni europee del giugno 2009.
"Mi rivolgo - prosegue l'appello - a quanti ritengono colpevole non agire per definire un progetto della sinistra del futuro i cui eletti al Parlamento Europeo siedano accanto ai rappresentanti laburisti, socialisti e socialdemocratici. Mi rivolgo a quanti pensano che sia necessario rinunciare a parte della propria sovranità per concorrere alla costruzione di liste elettorali condivise nei cinque collegi elettorali italiani. Candidati che condividano un programma minimo per il governo dell'Europa in questo tempo di crisi e che, grazie alla loro scelta, riescano a favorire nuovi processi di aggregazione anche solo finalizzati a quella importante scadenza politica. Mi rivolgo a quanti ritengono possibile unire le forze sotto il simbolo del Socialismo Europeo per presentare un'unica lista alle elezioni europee del giugno 2009. Non singole bandiere, dunque, ma l'accettazione del Manifesto del PSE quale segno di laicità, innovazione, investimento sulle giovani generazioni, valorizzazione dell'ambiente, parità di genere, ruolo dell'Europa per costruire la pace nel mondo. I socialisti sono pronti a lavorare in questa direzione fino dai prossimi giorni.
Per aiutare questo orientamento a compiersi, i socialisti - conclude l'appello di Nencini - avanzeranno richiesta al leader del PSE Rasmussen perché venga consentito l'uso del simbolo del Partito del Socialismo Europeo nelle circoscrizioni italiane nelle elezioni europee del prossimo giugno".


GIUSTIZIA. NENCINI:C'E' ANCHE IL LODO DI PIETRO.
Su Facebook in pochi giorni oltre 300 adesioni per Giuliano Vassalli senatore a vita.
Non c'è solo un lodo Alfano. Esiste anche un lodo Di Pietro. I lodi in pratica sono due. Entrambi di una certa pesantezza". Lo ha affermato il segretario del Partito Socialista, Riccardo Nencini. "Il lodo della famiglia Di Pietro, del padre Antonio e del figlio Cristiano, ci sembra molto grave.
Intervenire nelle decisioni di una pubblica amministrazione difendendo un ingegnere al posto di un altro, un architetto al posto di un altro, pur non avendo aspetti penali, investe la sfera dell'etica di chi occupa posti di responsabilità nelle amministrazioni pubbliche e nelle Istituzioni. L'etica di cui tanto parla il leader dell'Italia dei Valori - ha aggiunto il
segretario del partito - non può essere fatta solo di parole ma anche di comportamenti". "Abolire, congelare, sospendere il finanziamento pubblico a quei partiti che dovessero con comportamenti e atti non democratici interni essere in pieno conflitto con l'art.49 della Costituzione - ha poi concluso Nencini - ci sembrerebbe già una bella risposta alla questione morale, senza scomodare inutilmente i cittadini con un nuovo referendum".
Intanto l'appello del segretario del partito per la nomina di Giuliano Vassalli a senatore a vita si rinnova anche su Facebook. In pochissimi giorni sono già 300 gli iscritti, molti dei quali non appartenenti all'area socialista, al gruppo creato il 1 gennaio sul popolare social network per rilanciare la proposta. Nencini aveva formalizzato la richiesta nel novembre scorso con una lettera indirizzata al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in cui si ricordavano «gli altissimi meriti nel campo scientifico, sociale, politico e istituzionale» di Vassalli, il quale «si è speso con generosità ed altruismo nell'arco della sua vita a difesa dei valori di democrazia e di giustizia della nostra Repubblica, interpretando il suo impegno come dovere morale prima di tutto verso la Patria». Tra le firme che accompagnano la richiesta al Capo dello Stato quelle degli ex presidenti della Corte costituzionale Capotosti, Marini, Mirabelli, Onida, Zagrebelsky e dei professori Alba, Cheli, Chiti, Guizzi, Marconi, Morbidelli, Patrono, Piazza, Schiavone. «La nomina del professore Giuliano Vassalli, in quanto autentico rappresentante della storia della Patria, costituirebbe - ha ribadito Nencini - una conferma dell'importanza e dell'attualità che la tradizione democratica e la cultura repubblicana italiana ancora ricoprono nel nostro Parlamento».


GLOBAL ETICA: NENCINI INVITA DI PIETRO AD UN DIBATTITO SUL SITO WEB DEL PARTITO
"Invitare un parlamentare del proprio partito a non agitarsi troppo, come ha fatto Formisano con Barbato sulle pagine del "Corriere della Sera", è eticamente inappuntabile? Le "leggerezze inopportune" di Cristiano Di Pietro non penalmente rilevabili nell'inchiesta Global Service fanno parte di una riforma di comportamenti pubblici e privati a cui il presidente della
Repubblica, Giorgio Napolitano ha fatto riferimento? Si può non sapere o 'non si può non sapere' che cosa avviene intorno a noi, o lo si poteva solo negli anni '90? Nelle scatole delle scarpe devono essere conservate solo
calzature?". Il segretario del Partito si è posto alcuni interrogativi su etica e irrilevabilità penale e ha invitato il segretario dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro a un dibattito web sul sito www.partitosocialista.it nella sede di Piazza San Lorenzo in Lucina 26 a Roma per martedì 13 gennaio.
"Un confronto con chi era giudicato non ricandidabile da Leoluca Orlando nel 1994 per il solo fatto di essere dell'ala riformista craxiana del partito socialista - ha aggiunto Nencini ricordando la bocciatura della sua candidatura, parlamentare trentenne senza avvisi di garanzia - non potrà fare che bene al leader dell'Idv, e alla definizione di un'etica fatta di comportamenti e non solo di parole".


REGIONALI SARDEGNA: DI LELLO: I SOCIALISTI NON ACCETTANO DIKTAT
"Non ci saranno strappi né divisioni in casa socialista. Sono convinto che la decisione del direttivo regionale del partito socialista della Sardegna confermerà nel fine settimana questa posizione". Lo afferma il coordinatore della segreteria nazionale del Partito, Marco Di Lello. "La coalizione di centrosinistra non è per i socialisti una camicia di forza, e comunque non siamo disponibili a subire diktat. Se nelle prossime ore si creeranno le condizioni politiche e programmatiche, il Ps sardo sceglierà la propria naturale collocazione. Diversamente sarà protagonista di una battaglia di libertà in piena autonomia e con il pieno e convinto sostegno della segreteria nazionale".

GAZA. CRAXI: L'IRRILEVANZA POLITICA DELL'ITALIA LASCIA ALLIBITI
"La posizione internazionale dell'Italia nelle vicende che stanno scuotendo il Medio Oriente, purtroppo verrà ricordata per la sua irrilevanza. Ciò rappresenta un fatto che lascia allibiti tutti coloro che, per amore della verità e della Storia, sanno quanto il passato politico del nostro Paese annoveri uomini di Stato che hanno condotto, per la pace e la stabilità di quell'area, grandi ed importanti iniziative. Se, come tutti auspicano, si arriverà ad una possibile tregua e ad un cessate il fuoco, lo si dovrà alle iniziative coraggiose e coerenti di un presidente europeo, il francese Sarkozy, che si è dimostrato attento sia alle ragioni della sicurezza di Israele, sia alla giusta e doverosa richiesta di un popolo sofferente come quello palestinese. Aggiungo una nota di rammarico: l'immobilismo italiano avrebbe dovuto essere sottolineato da chi, attualmente al Governo, ha titoli e tradizione familiare per farlo rilevare".
Così Bobo Craxi, ex sottosegretario di Stato agli Affari esteri ed esponente del Partito socialista.


"Interrogazione non parlamentare" a Schifani e Fini
GIUSTIZIA. NENCINI: NON DIMENTICHIAMO E NON MOLLIAMO DI UN MILLIMETRO
"Una riforma della giustizia non fine a se stessa e non limitata alla fase attuale della vita italiana e a singoli interessi, sia pur confortati dalle tesi del ministro ombra del Pd Tenaglia, non può prescindere dall'analisi seria e condivisa di ciò che è avvenuto in Italia negli ultimi anni e dalle vicende legate alla cosiddetta Tangentopoli. E lo dimostrano con grande evidenza i fatti di Napoli e le difficoltà in cui si dibatte la Jervolino".
Lo afferma il segretario del Partito Socialista, Riccardo Nencini, in una interrogazione "non parlamentare" inviata ai presidenti di Camera e Senato.
Nell'interrogazione in cui Nencini riassume anche le proposte dei socialisti sul tema, si legge inoltre che "per pulire i condotti della legalità, dell'etica, e dei giusti comportamenti pubblici a cui anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è riferito con forza nel suo messaggio di fine anno, è necessario riflettere sugli errori reali commessi da inquirenti, politici e amministratori e capire bene che le emergenze non portano mai a riforme giuste e razionali. Lo faccia una nuova commissione d'inchiesta su quegli anni bui del crollo del sistema, o un "Super-nuovo" organo istituzionale poco importa, ma ciò che chiedo - dice il segretario socialista - è che la riforma, anche alla luce dei nuovi casi esplosi un po' in tutto il paese, chiarisca definitivamente alcuni quesiti: quando è che 'non si può non sapere' ciò che di illegale o illegittimo avviene intorno a noi? Quando ci sono i figli di mezzo? Le mogli? I Tesorieri? Gli amministratori locali? Quali meccanismi della giustizia è giusto correggere perché si abbia in Italia un giustizialismo garantito? Il finanziamento pubblico può essere severamente sottoposto a singole revoche o a congelamenti per chi non rispetta la Costituzione?
Le riforme a corrente alternata non ci interessano. Saremo presenti - conclude Nencini - con domande, contributi concreti, e con le nostre proposte, a partire da quella su Giuliano Vassalli senatore a vita. Non dimentichiamo e non molliamo di un millimetro. Resettare solo la storia e la vita degli altri è troppo comodo e facile, oltre che stupido".


IL PARTITO
Giovani Socialisti: Congresso Nazionale il 31 gennaio a Salerno.
Proseguono in un clima propositivo e costruttivo i lavori di preparazione in vista del congresso nazionale dei Giovani Socialisti in programma a Salerno il prossimo 31 Gennaio.
Alla scadenza del termine per la presentazione dei documenti congressuali, è pervenuta alla commissione organizzativa un'unica mozione,collegata al candidato segretario Luigi Iorio e sottoscritta da un cospicuo numero di rappresentanti delle realtà locali.
Il testo della mozione e ulteriori info logistiche ed organizzative sono disponibili sul sito
www.giovanisocialisti.eu


Sul sito www.partitosocialista.it

Lo spazio politico dei socialisti è grande, ma bisogna occuparlo
di Roberto Biscardini

Noi di sinistra, Israele e Palestina
di Felice Besostri

Anno 2009: come vivere la crisi.
di Giuseppe De Bortoli


E' consultabile, secondo le decisioni assunte nella recente Conferenza di organizzazione, la bozza di Statuto elaborata dalla apposita commissione nominata dal congresso di Montecatini.
Lo Statuto sarà approvato in via definitiva dal Consiglio Nazionale del 24/1
La bozza è stata approvata all'unanimità dalla commissione, salvo gli articoli 8, 12 e 20, per i quali vengono proposte due diverse formulazioni.
Chiunque voglia far pervenire osservazioni può inviarle a statuto@partitosocialista.it

DAL PROSSIMO 15 GENNAIO, ALL'INTERNO DEL SITO www.partitosocialista.it SARÀ A DISPOSIZIONE UNA LIBERA TRIBUNA VIRTUALE CHIAMATA HYDE PARK (IL PARCO DI LONDRA CELEBRE PER LO "SPEAKER'S CORNER") NELLA QUALE SARANNO INSERITI I VIDEOMESSAGGI DI TUTTI COLORO I QUALI INTENDONO DARE UN CONTRIBUTO AL DIBATTITO POLITICO ED ALLA VITA DEL PARTITO.
I VIDEOMESSAGGI, DI UNA DURATA NON SUPERIORE AI 2 MINUTI POTRANNO ESSERE INVIATI A redazione@partitosocialista.it. SI CONSIGLIA DI USARE UN GESTORE D'INVIO DI FILES SUPERIORI ALLA NORMALE CAPACITÀ DI UNA CASELLA POSTALE (ES. www.filemail.com)
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martedì 23 dicembre 2008

Partito Socialista newsletter del 23 dicembre 2008



NEWSLETTER DEL 23 dicembre 2008


PRIMO PIANO

CRISI ECONOMICA. NENCINI:URGENTI PIANI STRAORDINARI DELLE GIUNTE COMUNALI
Sei linee d'azione a sostegno di persone e famiglie
Urgono piani straordinari delle giunte comunali per far fronte alla crisi economica che si sta abbattendo sulle famiglie italiane.
Agli amministratori degli enti locali suggerisco sei linee di azione a sostegno del reddito di persone e/o famiglie da attuare attraverso un mix di investimenti pubblici e agevolazioni a investimenti privati:

1.Interventi immediati nel settore delle manutenzioni e delle infrastrutture, in particolare quelle scolastiche e di servizio.
2.Interventi di coesione sociale: incremento fondi per borse di studio; fondi per anziani per pagamento utenze domestiche; fondo a vantaggio di studenti universitari per contributo alle spese di trasporto, acquisto libri, tasse; intervento per dilazione del pagamento dei mutui per acquisto prima casa previo accordo-quadro tra amministrazione locale e istituto di credito.
3.Incentivi economici per imprese operanti nel commercio al minuto finalizzati a investimenti
4.Variazione delle rette per nidi, materne, mense e trasporti scolastici
5.Fruizione allargata delle esenzioni sulle rette dei servizi educativi.
6.Accordi con istituti bancari per agevolare lo smobilizzo dei crediti vantati dai fornitori di beni e servizi comunali attraverso anticipi su fatture

Posizioni che appaiono irresponsabili.
GENDER. FALCONE: IL VATICANO SI ISPIRA A CONCETTI MEDIEVALI.
La criminalizzazione della cultura di "gender" come forma di autodistruzione dell'uomo è un fatto grave e inaccettabile- così Anna Falcone responsabile nazionale Pari opportunità del Partito Socialista- soprattutto, quando viene dalla massima istituzione ecclesiastica di un credo, come quello cattolico, che dovrebbe ispirarsi, coerentemente con i principi predicati, alla massima accoglienza e tolleranza di tutti gli uomini. In uno stato laico fondato sul principio di uguaglianza e pari dignità dei cittadini- prosegue Falcone- ogni discriminazione, individuale o di gruppi, fondata sull'orientamento sessuale, in se libero e insindacabile, è inammissibile, nonché illegittima. Anzi, tali posizioni rischiano di apparire, per certi aspetti, irresponsabili, nella misura in cui avallino quella cultura dell'omofobia e della esclusione della diversità che sono quanto mai da scongiurare in ogni tempo e luogo.
Il Vaticano- conclude la dirigente socialista- dovrebbe riflettere attentamente sulle sue ultime dichiarazioni. Molti cristiani, per primi, non si riconoscono più in una guida religiosa la cui voce sembra ispirata più da principi medioevali che da una moderna cultura dell'amore, della tolleranza e dell'inclusione sociale

Una classe dirigente inadeguata a risolvere i problemi del Paese
ISTAT. NENCINI: DRAMMATICA FOTOGRAFIA DELLA POVERTA'
"Possiamo discutere di presidenzialismo, di federalismo, di maggiori poteri da dare a questo o a quello quando il potere della politica non è utilizzato in direzione del bene pubblico, quando i diritti minimi di una società sono considerati un fastidio di cui occuparsi una tantum? Credo proprio di no".
Lo ha affermato il segretario del Partito, per il quale "questo atteggiamento della politica che guarda con distacco ai bisogni elementari della società rappresenta il nuovo e gravissimo atto di superbia di una classe dirigente inadeguata a risolvere i problemi del paese". "E il problema principale è sottolineato dai dati Istat di fine 2007. E' aumentato dell'uno per cento il numero di famiglie che fatica a comperare il cibo. Siamo al 5% degli italiani dunque in situazione drammatica, il 10% nel meridione. E se questa è la fotografia del 2007 - ha concluso Nencini - non oso pensare all'istantanea del dicembre 2008. E'
giunto il momento che almeno la sinistra riformista svolga il proprio ruolo con rapidità e su basi nuove".

PENSIONI: LOCATELLI, GOVERNO NON PUÒ FARE CASSA SU SPALLE DELLE DONNE
"L'Unione europea ci chiede di eliminare una discriminazione, non di aggravare quelle che già ci sono a carico delle donne".
È quanto afferma l'europarlamentare del Ps Pia Locatelli, presidente dell'Internazionale socialista delle donne, commentando le parole del ministro della funzione pubblica.
"Se la risposta del governo sarà, come dice il ministro Brunetta, "intelligente, flessibile e volontaria'' - continua l'esponente socialista - non potrà che trovare il sostegno di tutte le donne, ma fino a oggi non ci sono segnali che si voglia imboccare una strada così virtuosa. C'è piuttosto la sensazione che nel governo e fuori dal governo, vi sia qualcuno tentato di 'fare cassa', sulla pelle delle donne che lavorano o più banalmente di farsi un po' di pubblicità a basso costo. La proposta - ci pare di capire - sarebbe semplicemente quella di obbligarle 'oggi' ad andare in pensione più tardi con la promessa di alleviare 'domani' - ma quando? - il fardello che oggi quasi interamente ricade sulle spalle di casalinghe e lavoratrici perché sono inesistenti i servizi alle famiglie".


Biscardini: Berlusconi e una maggioranza eletta con premio di maggioranza non possono decidere
RIFORME. NENCINI: SIANO I CITTADINI A PRONUNCIARSI SULLA MIGLIORE RIFORMA
«Avevamo da tempo intuito che era in atto il tentativo di trasformare la Repubblica parlamentare in Repubblica presidenziale, ed è per questo che abbiamo avviato la raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare in cui si prevede l'elezione di un'Assemblea costituente per la revisione della Costituzione. Eravamo convinti, e oggi che la questione occupa le prime pagine di tutti i giornali lo siamo ancora di più, che questa scelta devono farla prima di tutto gli italiani. Diamo dunque ai cittadini la possibilità di pronunciarsi su quali riforme ritengano adatte per il Paese, anche firmando la nostra proposta di legge, e soprattutto non lasciamo che queste divengano la merce di scambio nei giochi della politica o, peggio ancora, un vestito cucito su misura per chi da un giorno all'altro si improvvisa 'padre costituente'».
Lo sostiene Riccardo Nencini in merito al tema della riforma in senso presidenzialista dello Stato. I socialisti sono impegnati dallo scorso ottobre in quattro campagne pubbliche per presentare leggi di iniziativa popolare su temi di stringente attualità: oltre che per la riforma della Costituzione, i cittadini possono ancora firmare per i Pacs, per introdurre maggiori tutele a difesa del lavoro precario, per eliminare i costi impropri nelle bollette.
Roberto Biscardini della Segreteria Nazionale del Partito Socialista ha affermato: "Non può essere né Berlusconi né una maggioranza parlamentare eletta con premio di maggioranza a decidere sulla forma di governo: presidenzialismo o parlamentarismo. Anche se non è un tabù discuterne. Ma la via corretta è quella di un referendum popolare, come quello che nel 1946 scelse tra Repubblica e Monarchia, e che trasferì il mandato popolare di scrivere la Costituzione a un'Assemblea Costituente eletta direttamente dal popolo con sistema proporzionale puro. Dovrebbero essere quindi i cittadini, e non questo Parlamento - ha proseguito Biscardini - ad esprimersi su due opzioni, ma che devono essere sottoposte al giudizio popolare con assoluta chiarezza. Di presidenzialismi ce ne sono molti. Per esempio il presidenzialismo americano sta democraticamente perfettamente in piedi perché implica un sistema bilanciato fortissimo di contropoteri espressi dalle Camere. Il presidente non è un re e non può fare quello che vuole. Il semipresidenzialismo alla francese è tutt'altra cosa ancora. Il cancellierato tedesco è un'altra opzione che non si può escludere a priori e rappresenta un parlamentarismo corretto rispetto a quello italiano. L'enunciazione di Berlusconi di questi ultimi giorni- ha concluso il dirigente socialista è quindi ancora un'espressione grezza, ma che non può scandalizzare se si inserisce nel dibattito più generale di una grande riforma istituzionale, così come proposta dai socialisti da almeno venti anni."

RIFORMISTI. NENCINI:LAVORARE SUBITO AD UN PROGETTO CONDIVISO PD-PS-SINISTRA, GUARDANDO ALL'UDC
«Condivido la doppia affermazione di Veltroni: cambiare l'offerta politica della sinistra riformista per tornare a vincere e non abbandonarsi ad alleanze eterogenee e conflittuali nei programmi ma costruire un asse riformista per il cambiamento dell'Italia. E saluto con piacere il tramonto della fase isolazionista del PD. Per raggiungere entrambi gli obiettivi occorre mettersi subito al lavoro».
Così Riccardo Nencini, segretario del Partito Socialista, commentando le affermazioni di Veltroni rilanciate oggi nel corso della Direzione nazionale del Pd.
«Partito Democratico, socialisti, sinistra non antagonista - ha concluso Nencini - lavorino ora ad un progetto condiviso, di forte cambiamento nel governo delle città che andranno al voto in primavera e valutino la loro proposta con l'UDC. Inizi questo percorso dal mese di gennaio, prima che un eccesso di divisioni in larga parte delle province divenga letale».

PD. BISCARDINI: POCHE LE RISPOSTE POLITICHE DI VELTRONI
"Sembrano poche le risposte politiche che Veltroni da alla crisi che attraversa il suo partito. Dire che nel Pd non c'è spazio per i disonesti, è un eufemismo: come diceva Croce il partito degli onesti non è altro che il partito dei disonesti che si dichiarano tali. Dire che bisogna accelerare nell'innovazione non dice nulla sul bisogno di dare gambe democratiche all'organizzazione di quel partito. Infine il Pd non sembra cogliere il problema di fondo che fa diversa la Tangentopoli del '92 rispetto a quella di oggi. Allora il sistema di tutti partiti era un sistema omogeneo che traeva vantaggi anche illeciti e irregolari indifferentemente dal sistema imprenditoriale, anche senza bisogno di essere corrotto. Ora sono gli imprenditori ed è il sistema economico ad essere tanto più forte del sistema politico da consentire loro di tenere in pugno i singoli amministratori e i singoli uomini politici al potere. La forza del sistema economico sul sistema politico si esercita a monte del processo decisionale. Questa è la questione politica e non solo morale che la politica alta dovrebbe affrontare

PD. LOCATELLI, A VELTRONI SUGGERIMENTI DEL VATICANO?
"Aprire un dialogo offrendo come moneta di scambio una riduzione delle tasse per quelle che hanno figli, mi sembra un'idea sbagliata e pericolosa". È quanto afferma Pia Locatelli, presidente dell'Internazionale socialista delle donne, commentando il discorso di Veltroni alla direzione del Partito democratico."Forse al segretario del Pd - continua l'esponente socialista - gli è arrivato un suggerimento da oltretevere. È evidente infatti che in questo modo si puniscono le donne che non hanno potuto o voluto avere figli secondo un'ottica squisitamente vaticana. Inoltre così si rafforza l'idea che l'onere della cura dei figli debba ricadere solo ed esclusivamente sulle madri.Mi pare che Veltroni oscillando tra un'opposizione intransigente e una rincorsa a questo governo, questa volta finisca per scambiare una provocazione di Brunetta sull'età pensionabile delle donne per una proposta seria.Se vuole affrontare davvero questo tema, proponga al ministro un tavolo di confronto e per trovare soluzioni prendendo a modello i Paesi dell'Europa dove certamente l'età pensionabile è uguale per uomini e donne, ma lo Stato provvede anche a tanti altri servizi per la famiglia che qui ricadono ancora quasi esclusivamente sulle spalle delle donne. Ma dubito che questo governo abbia voglia di, e mezzi per incamminarsi su questa strada. Piuttosto, visto che già oggi tutte le donne, anche quelle dipendenti dello Stato, non sono affatto obbligate ad andare in pensione di anzianità a 60 anni, ma possono lavorare fino a 65 anni se lo vogliono - conclude la Locatelli - si tratterebbe solo di obbligarle a lavorare cinque anni di più in cambio di niente".

DURANTE LA PAUSA DELLE FESTIVITA' LA NEWSLETTER NON SARA' INVIATA. L'INVIO RIPRENDERA'IL 7 GENNAIO. AUGURI A TUTTI!

La Segreteria Nazionale del Partito, tenuto conto delle richieste pervenute da alcuni Comitati Regionali e da molte Federazioni Provinciali, ha deciso la proroga della chiusura della campagna di adesione al Partito Socialista al 31 dicembre 2008



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venerdì 19 dicembre 2008

Partito Socialista newsletter del 18 dicembre 2008


NEWSLETTER DEL 18 dicembre 2008

PRIMO PIANO

Indispensabile una nuova idea di sinistra riformista
PD E TANGENTI. NENCINI: SIAMO SEMPRE STATI GARANTISTI

"La situazione esige una risposta forte affidata alla politica, nel senso più alto della sua definizione: correzione di linea, autoriforma di comportamenti, nuove e rigide regole per la classe dirigente". Lo ha affermato il segretario del Partito, Riccardo Nencini, conversando con i giornalisti a proposito della direzione del Partito Democratico prevista per domani, e ricordando che "i socialisti sono sempre stati garantisti". "Ma è indispensabile una nuova idea di sinistra riformista e un percorso che fin da domani porti alla formulazione di una legge sulla democrazia interna ai partiti che si fondi sul principio dell'articolo 49 della Costituzione, e assegni il finanziamento pubblico alle sole forze che con questo principio siano in regola. Altrettanto urgente - ha concluso il segretario del Ps - la sottoscrizione da parte di tutte le forze politiche di un decalogo sull'etica pubblica, dove non manchino la creazione di un'anagrafe degli eletti, il vincolo massimo di mandato e tutta una serie di incompatibilità stringenti".


Zapatero: qual è il punto diriferimento della sinistra italiana?
PS-PD CRAXI: LA SINISTRA ITALIANA E' IN OSTAGGIO
''Nei Paesi europei in cui non c'e' un grande partito socialdemocratico la sinistra e' troppo frammentata, come in Italia. Io sono un grande fautore del pluralismo ma, quando si parla di sinistra italiana, qual e' il punto di riferimento?''. Cosi' si e' espresso ieri il premier spagnolo Jose' Luis Rodriguez Zapatero, nel corso di una conversazione informale con i corrispondenti italiani durante il tradizionale brindisi natalizio al Palazzo della Moncloa. ''In Spagna il Partito socialista ha il 44% dei voti - ha osservato il premier - abbraccia una piccola parte del centro e quasi tutta la sinistra''.
Bobo Craxi, della segreteria nazionale del partito rileva come
"Zapatero si occupa con toni preoccupati della sinistra italiana, perché avverte un senso di sbandamento e di crisi che non può non avere riverberi anche sulla sinistra europea".
"E' evidente", prosegue Craxi, "che questo stato di crisi spinge alla formazione di una reale forza ispirata al modello delle socialdemocrazie occidentali. Credo pertanto che anche di questo dovrebbe occuparsi il Pd, poiché si tratta di una prospettiva che non può non riguardarci".
"Ogni deviazione dal tema", conclude l'esponente socialista, "trascinerà sempre più a fondo la sinistra italiana, soprattutto se rimarrà ostaggio del giustizialismo alla Di Pietro".

EUROPEE : BATTILOCCHIO, TEMPO PER RIFORMA ELETTORALE E' SCADUTO
« Le indiscrezioni che leggiamo sui giornali in merito a nuovi contatti tra Pd e Pdl per concordare una modifica della legge elettorale per le prossime europee di primavera sanno di fantapolitica. Il tempo per una riforma elettorale è scaduto. Il Pd è impegnato in una profonda riflessione interna dopo i problemi delle ultime settimane e non credo abbia nè il modo, nè il tempo, nè la forza per dedicarsi serenamente un dibattito come quello di una nuova legge elettorale ».
E' quanto afferma l'eurodeputato del Partito Socialista Alessandro Battilocchio. « Ritengo - aggiunge Battilocchio - che anche l'elettorato del Pd si solleverebbe davanti ad una alchimia elettorale accordata con il Pdl. Se poi hanno intenzione di proseguire con gli occhiolini e intendono eliminare dalla legge le preferenze o inserire sbarramenti, saranno i cittadini a ricordare loro davanti a Montecitorio che le regole del gioco non si toccano a pochi giorni dalle elezioni ».


COMUNICATI

FIRENZE; CIUCCHI AL PD, SU PRIMARIE BASTA GIRI DI WALZER«I socialisti fiorentini non accettano che le primarie di coalizione debbano essere 'condite' con il ballottaggio. È sufficiente un solo giro di primarie, perché di giri di walzer ne abbiamo visti troppi e a forza di ballare inizia a girarci la testa. Se il Pd intende continuare a sbatterla faccia pure, ma non può chiedere alla coalizione di "morire per Danzica"».
Lo sostiene Pieraldo Ciucchi, segretario regionale del Ps, commentando le ultime vicende del Pd fiorentino
«A dispetto dei sondaggi sbandierati in questi giorni, - prosegue Ciucchi - la realtà rimanda un messaggio chiaro di disaffezione dei cittadini alla politica. Soprattutto laddove questa è gestita in maniera arrogante ed in piena distonia con le esigenze del territorio: così leggiamo il flop delle primarie di Bologna (25mila votanti) ed il record di astensioni in Abruzzo. Dopo l'eliminazione di Graziano Cioni, moralmente inadeguato a candidarsi alle primarie ma pienamente legittimato a continuare a fare l'assessore, dopo le catene di un sindaco che ama le telecamere ma non rispetta le istituzioni, crediamo che non servano stratagemmi per mettere fuori gioco quegli alleati che fino ad oggi hanno dimostrato senso di responsabilità tenendo in piedi la maggioranza.
«L'unico stratagemma possibile - conclude Ciucchi - va escogitato per convincere la gente ad andare a votare e a ritrovare fiducia in chi ha fatto di tutto per fargliela perdere».


PENSIONI. LUCACCHIONI: SERVE UN PATTO GENERAZIONALE.
"Sono d'accordo con la proposta di Brunetta di equiparare l'età pensionabile di uomini e donne a 65 anni- così Chiara Lucacchioni Responsabile nazionale Politiche giovanili del PS- purché essa possa rappresentare un vantaggio, e non una penalizzazione, per i giovani e per le stesse donne".
"Le donne- osserva Lucacchioni- non hanno bisogno di un privilegio di fine-corsa se la riforma verrà completata con un piano serio che contempli misure per favorire la loro occupazione , specie per le più giovani, e che renda la natalità più conciliabile con la professione. Per i giovani- prosegue la dirigente socialista- invece serve un altro tipo di intervento: i soldi che entreranno nell'erario statale dopo l'innalzamento dell'età pensionabile, devono essere investiti nella ricerca, nei fondi per la promozione dell'imprenditoria giovanile e per l'avvio di corsi di formazione nei settori in espansione, per l'aumento dei fondi per gli ammortizzatori sociali, per garantire, quindi, un vero modello di flex-security."
Gli ultimi anni, caratterizzati da scaloni e contro-scalini, hanno visto premiare la spesa pensionistica a discapito dell'investimento sulle nuove generazioni. E' venuto il momento di invertire la rotta:- conclude Lucacchioni- è necessaria una seria equità intergenerazionale, che possa garantire un post-pensionamento degno di ogni lavoratore e un futuro meno grigio a noi giovani.

PARTITO
Il vice presidente della Provincia di Napoli, Antonio Pugliese, si e' incontrato oggi con il segretario del partito Riccardo Nencini e con il coordinatore dela segreteria nazionale, Marco Di Lello, ai quali ha comunicato la decisione di sospendersi e rimettere ogni delega nelle mani del presidente della Provincia, Dino Di Palma. ''Una decisione - ha detto Pugliese, che ha spiegato di non aver avuto alcuna informazione di garanzia e di essere stato informato di un suo presunto coinvolgimento nelle inchieste napoletane soltanto dai quotidiani - che assumo esclusivamente per salvaguardare la mia immagine e quella del partito che rappresento. ''Inoltre - conclude Pugliese - devo sottolineare che l'ordinanza del gip, Paola Russo, rigetta la richiesta di misure cautelari per l'insussistenza di gravi indizi di colpevolezza''


La Segreteria Nazionale del Partito, tenuto conto delle richieste pervenute da alcuni Comitati Regionali e da molte Federazioni Provinciali, ha deciso la proroga della chiusura della campagna di adesione al Partito Socialista al 31 dicembre 2008



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