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Attivisti del Partito Socialista Europeo

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giovedì 16 aprile 2009

Delegazione Italiana PS al Parlamento Europeo n. 29-30

per visualizzare la versione html: http://www.delegazioneps.eu/nl/29-30.htm

Notizie dall'Europa

newsletter n.29-30
31 marzo 2009
www.delegazioneps.eu


Delegazione Italiana PS - Gruppo Socialista al Parlamento europeo


notizie dal parlamento

giovedì 12 marzo
Ricerca: Locatelli porta in aula la relazione contro la "fuga dei cervelli"

L'Europa deve arginare la 'fuga dei cervelli' e per questo occorre utilizzare tutti gli strumenti possibili, da quelli economici a quelli normativi, dando maggiore importanza alla ricerca scientifica all'interno del bilancio UE. E' il senso della relazione di Pia Locatelli, capodelegazione del Ps italiano nel gruppo PSE, approvata oggi dall'Europarlamento con 512 a favore, 16 contro e 14 astensioni. Il documento votato dall'Assemblea rileva che l'Europa ha bisogno di un maggior numero di scienziati, poiché la loro attività è indispensabile all'incremento della produttività e della competitività europee. Occorre quindi - è detto nella risoluzione - incoraggiare il rientro dei ricercatori europei che lavorano al di fuori dell'Unione e agevolare l'ingresso di quelli di Paesi terzi che desiderano lavorare al suo interno. Serve inoltre affrettare la costruzione dello Spazio europeo della ricerca (SER), sfruttare le opportunità offerte dal programma specifico "Persone", promuovere l'aumento delle retribuzioni.
Il Parlamento incoraggia così gli Stati membri a migliorare le opportunità di carriera per i giovani ricercatori, e chiede inoltre la definizione di un modello unico di carriera nel campo della ricerca a livello UE, nonché l'introduzione di un sistema integrato di informazione sulle offerte di lavoro. Il documento esorta poi a riconoscere un nuovo status dei dottorandi negli Stati dell'unione, ad adottare un sistema di 'buoni-ricerca', in grado di rafforzare l'interesse e i vantaggi per gli istituti e le università che ospitano studiosi provenienti da altri Stati membri, e infine a creare un Fondo pensionistico europeo per i ricercatori, indipendentemente dalla durata del contratto di ricerca.

sabato 28 marzo
Record di stagisti per l'eurodeputato Battilocchio

Si avvicinano le europee di giugno e gli eurodeputati iniziano a tirare le somme del lavoro effettuato dal 2004 ad oggi. E tra chi rivendica il primato su interventi in aula, relazioni, delegazioni e presenze, spicca un piccolo record che appartiene all'italiano Alessandro Battilocchio, del Partito Socialista, il quale nei cinque anni del suo mandato è stato colui che ha consentito al maggior numero di giovani laureandi e neolaureati di effettuare uno stage formativo presso il proprio ufficio di Bruxelles: ben 45 ragazzi provenienti dal centro Italia hanno avuto l'opportunità di lavorare al fianco dell'eurodeputato e del suo staff. "Sin dall'inizio della legislatura - afferma Battilocchio, che nel 2004 è stato eletto come il più giovane parlamentare a Strasburgo - ho voluto dare un segnale forte nei confronti delle nuove generazioni. Lo stage presso il Parlamento europeo è stato per tutti un'esperienza di vita importante: studenti, laureandi e neolaureati, che anche in collaborazione con le Università o nell'ambito di percorsi formativi, hanno potuto avvicinarsi all'Europa".

martedì 31 marzo
Crisi. Juncker: disoccupazione drammatica, rischi per coesione sociale. Locatelli: serve un piano Marshall per la disoccupazione

"La crisi dell'occupazione è drammatica" sostiene il presidente dell'Eurogruppo dei ministri economici Jean-Claude Juncker intervenendo al Parlamento europeo. Oltre ad avere possibili rischi "per la coesione sociale", la crisi occupazionale avrà conseguenze negative anche "sulle finanze pubbliche e sulla crescita potenziale dell'economia della zona euro che inevitabilmente diminuirà", ha concluso Juncker.
"Non possiamo impedire i licenziamenti nelle aziende in crisi, ma possiamo chiedere alla Commissione europea un piano Marshall per tenere a galla milioni di famiglie" afferma Pia Locatelli, capodelegazione del Ps a Strasburgo e presidente dell'Internazionale socialista donne. "Le cifre rese note dal presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker mettono paura. Ci sono già 13 milioni di disoccupati e a fine anno, secondo l'Ocse, potrebbero facilmente arrivare a 16. I governi della UE hanno stanziato decine di miliardi di euro per finanziare il credito e almeno la stessa quantità di denaro deve essere destinata ora a fronteggiare la disoccupazione, sostenendo attivamente il reddito delle famiglie e proteggendo le fasce più deboli. A essere penalizzate saranno soprattutto le donne, l'anello debole della catena produttiva. Ci sono già segnali preoccupanti di tenuta sociale, come sta avvenendo alla Caterpillar di Grenoble, ma il rischio più grave forse è quello di un avvitamento della crisi che ritarderebbe la ripresa, riportando l'economia europea indietro di qualche decennio. Fino a oggi ci siamo occupati solo di salvare le banche, ma adesso dobbiamo pensare alla disoccupazione".



comunicati stampa

mercoledì 4 marzo
"Interstizi" e "Torno subito" ospiti a Bruxelles

L'eurodeputato Alessandro Battilocchio ospita in questi giorni presso la sede dell'Europarlamento di Bruxelles una delegazione di civitavecchiesi impegnati in progetti artistici-culturali destinati ad un pubblico internazionale. Simone Damiani, regista civitavecchiese ed autore del primo film scaricabile gratuitamente in alta definizione direttamente da internet, Massimiliano ed Emanuele Ercolani, ideatori di "Interstizi", rivista di arte e design realizzata con le opere inviate dagli stessi lettori, e Luca Damiani e Daniele Petroselli, dell'associazione "Blue in the Face". Per Simone Damiani "abbiamo finora distribuito il nostro film attraverso tutti i metodi che la tecnologia ci mette a disposizione". Ospite dell'Europarlamento è anche il presidente della Pro-Loco Fabrizio Delogu che sostiene il progetto "L'Etruria si presenta in Europa" .

sabato 7 marzo
Pensioni: Locatelli, pessima idea all'Ecofin dell'8 marzo

"L'Ecofin questa volta ha proprio torto e quella di celebrare l'8 marzo chiedendo all'Italia di innalzare l'età pensionabile delle donne è un'idea di pessimo gusto". E' quanto afferma Pia Locatelli, capodelegazione del Ps a Strasburgo e presidente dell'Internazionale socialista donne. "Se i conti dell'Inps sono in ordine e la spesa pensionistica italiana cresce meno di quella degli altri Paesi europei - continua Locatelli - perché far pagare all'anello più debole della catena il rafforzamento degli ammortizzatori sociali? A Bruxelles hanno sottovalutato alcuni elementi essenziali: in Italia le donne sono esse stesse una sorta di ammortizzatore sociale per la scandalosa scarsità di servizi, dagli asili nido all'assistenza agli anziani. Aggiungiamo pure che l'indice di occupazione femminile è secondo solo a Malta e soprattutto che le donne sono doppiamente svantaggiate nella carriera e nel salario. L'equiparazione dell'età pensionabile tra uomini e donne è un obiettivo di per sé giusto, ma potrà essere proposto - conclude l'esponente socialista - solo quando anche in Italia i servizi sociali avranno standard europei e non da Paese sottosviluppato".

sabato 14 marzo
Crisi: per Battilocchio Europa unica strada per uscirne

"Dall'assemblea nazionale di Anci giovani che si è svolta a Taormina emerge un dato chiaro: gli under 35 presenti nei Consigli comunali italiani rappresentano una forza importante per il nostro Paese. Sono portatori di tutta la vitalità di chi è consapevole di vivere in un contesto europeo, dove, accanto alla necessità di pensare nuove politiche di integrazione che non si chiamino 'ronde', vanno delineate azioni che portino i nostri giovani a poter sostenere la competition di un'Unione che si allarga al pari dei propri coetanei europei. Un elemento essenziale se vogliamo superare la crisi in atto". E' quanto afferma l'eurodeputato Alessandro Battilocchio. "Questo difficile momento per l'economia che stiamo vivendo - aggiunge Battilocchio - si sta scaricando per la maggior parte sulle spalle delle nuove generazioni: soltanto aprendoci alle nuove sfide europee e alle opportunità che le istituzioni comunitarie ci offrono potremo uscire dal tunnel. Leggere le conclusioni dei giovani amministratori italiani che guardano all'Europa come il modello principale per il futuro significa che il lavoro, spesso silenzioso, delle istituzioni europee sta iniziando a dare i propri frutti".

martedì 17 marzo
Europee: Locatelli, campagna bocciata perché non parla di Berlusconi

"Il governo italiano ha bocciato la campagna che il Parlamento europeo ha lanciato ufficialmente oggi per il rinnovo dell'assemblea di Strasburgo. Il ministro Ronchi l'ha definita 'inadeguata', ma la verità è che non gli piace perché non parla di Berlusconi". È quanto afferma l'europarlamentare socialista Pia Locatelli, presidente dell'Internazionale socialista donne. "Oltretutto - continua Locatelli - si occupa dei problemi concreti dei cittadini comunitari, dalla sicurezza all'energia, dalla finanza alla protezione dei consumatori, e non di quelli che stanno a cuore al nostro Presidente del Consiglio. Immaginiamo che la campagna avrebbe avuto una ben diversa accoglienza se si fosse occupata del pericolo del ritorno dei 'comunisti', oppure dello 'strapotere' dei magistrati o, chissà, delle 'inutili lungaggini' del sistema parlamentare, senza dimenticare ovviamente il Ponte sullo Stretto. Non sappiamo come - conclude l'europarlamentare socialista - ma prevediamo facilmente che, ancora una volta, la campagna elettorale italiana per le europee non parlerà né dell'Europa né degli europei, ma sarà il solito insopportabile, inutile, stantio referendum su Silvio Berlusconi e il suo governo".


approfondimento

giovedì 26 marzo
Aumento dell'età pensionabile per le donne del pubblico impiego: è l'Europa che lo vuole?

Dopo le polemiche degli ultimi mesi, il Consiglio dei Ministri ha deciso infine di procedere verso un innalzamento dell'età pensionabile delle donne del pubblico impiego, oggi fissata a 60 anni contro i 65 degli uomini, dopo che la Corte di giustizia europea aveva stabilito, il 13 novembre 2008, che "mantenendo in vigore una normativa in forza della quale i dipendenti pubblici hanno diritto a percepire la pensione di vecchiaia a età diverse a seconda che siano uomini o donne, la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi di cui all'art. 141 CE". Ma non è scritto da nessuna parte che l'intervento legislativo dell'Italia doveva mirare necessariamente all'innalzamento dell'età pensionabile delle donne. E soprattutto, non è corretto dire "è l'Europa che lo vuole", nonostante la vasta eco avuta dalla sentenza della Corte sui media italiani, che si è tradotta in un generico e generalizzato coro "l'Europa vuole l'innalzamento dell'età pensionabile delle donne". Per comprendere i termini del contenzioso, occorre tenere conto di due elementi principali presenti nel diritto comunitario: il Trattato che istituisce la Comunità europea, e in particolare l'art. 141 che stabilisce il principio della "parità di retribuzione tra i lavoratori di sesso maschile e quelli di sesso femminile" e la Direttiva 79/7/CEE del 19 dicembre 1978 relativa alla "graduale attuazione del principio di parità di trattamento tra uomini e donne in materia di sicurezza sociale". In base all'art. 141 del Trattato CE, ogni Stato membro deve assicurare l'applicazione del principio della "parità di retribuzione" tra uomini e donne. In materia però di sicurezza sociale, e più precisamente di pensioni, è d'applicazione la Direttiva 79/7/CEE, che da un lato impedisce "qualsiasi discriminazione direttamente o indirettamente fondata sul sesso", ma dall'altro lascia agli Stati membri la facoltà di mantenere alcuni elementi di differenza tra uomini e donne, tra cui proprio "la fissazione dei limite di età per la concessione della pensione di vecchiaia e di fine lavoro" e "i vantaggi accordati in materia di assicurazione di vecchiaia alle persone che hanno provveduto all'educazione dei figli". La parità di trattamento tra uomini e donne, infatti, non deve portare a misure uguali tra diseguali, cioè senza tenere conto della fatica maggiore delle donne in termini di lavoro familiare e relativo rallentamento di carriera o diminuzione degli anni effettivamente lavorati. Perché allora la Corte di giustizia ha condannato l'Italia dando ragione alla Commissione europea? Perché le pensioni versate dall'INPDAP ai dipendenti pubblici non sono state riconosciute come prestazioni previdenziali di un regime legale generale, ma come una forma di retribuzione pagata dallo Stato datore di lavoro ad una specifica categoria di lavoratori (il pubblico impiego appunto). E trattandosi di una "retribuzione", non sarebbe d'applicazione la Direttiva 79/7/CEE che disciplina la parità di trattamento e le relative eccezioni in materia di pensioni, ma soltanto l'art. 141 del Trattato CE. La sentenza della Corte europea riguarda dunque solo il regime dei dipendenti pubblici (INPDAP) e il suo valore di regime legale generale o professionale, non entrando in alcun modo nel merito dell'età pensionabile delle donne. La questione andava vista, quindi, nel contesto giuridico del confronto tra regimi previdenziali INPS e INPDAP. In punta di diritto, quindi, una modifica legislativa che recepisca la condanna della Corte avrebbe potuto puntare al riconoscimento dell'equiparazione tra regime previdenziale del pubblico impiego e regime generale INPS. Un'altra possibile risposta legislativa alla sentenza sarebbe potuta andare nella direzione di un pensionamento flessibile, con età uguali per uomini e donne. Questa possibilità era stata già introdotta in Italia con la riforma del 1995, ma tale sistema è stato stravolto dalla riforma Maroni del 2004. Il risultato è stato che una sentenza emessa a favore delle donne rischia per la reazione del Governo italiano di sfavorirle, secondo quanto osservato da Pia Locatelli già "costrette a scegliere se essere madri o lavoratrici, perché nel nostro Paese non vi sono servizi adeguati di sostegno alle famiglie, a cominciare dagli asili nido".



links

Pia Locatelli - www.pialocatelli.eu

Rapisardo Antinucci - rapisardo.antinucci@partitosocialista.it

Alessandro Battilocchio - www.battilocchio.com
Gianni De Michelis - gianni.demichelis@europarl.europa.eu
Partito Socialista - www.partitosocialista.it
Delegazione Italiana nel Gruppo PSE - www.delegazionepse.it
Gruppo PSE al Parlamento europeo - www.socialistgroup.org
per informazioni - luca.cefisi@europarl.europa.eu



a cura di Luca Cefisi





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