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Attivisti del Partito Socialista Europeo

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giovedì 10 luglio 2008

Partito Socialista newsletter del 10 luglio 2008



NEWSLETTER DEL 10 LUGLIO 2008

IL DIBATTITO POLITICO

NENCINI: LODO ALFANO NON ERA VERA URGENZA, ADESSO LE PRIORITA' PER IL PAESE
«Il lodo Alfano non era e non è tra le urgenze del Paese. Altre sarebbero state le priorità da affrontare, a cominciare dall'economia, dai salari, dai temi del lavoro. Meglio sarebbe stato se lo "scudo" per i quattro vertici dello Stato fosse stato inserito in un disegno complessivo di riforma della giustizia. Così non è stato. È un tema, quello della giustizia, che riprenderemo presto, chiedendo alle forze riformiste di presentare una riforma condivisa. Ci auguriamo che adesso il Parlamento, espropriato in questa occasione delle sue funzioni, torni ad occuparsi delle vere urgenze per i cittadini».È quanto dichiara Riccardo Nencini, segretario del Partito Socialista, commentando l'approvazione da parte della Camera del "lodo Alfano".

GIUSTIZIA; NENCINI, BENE VELTRONI SU DI PIETRO MA ORA SERVE PIU' CORAGGIO RIFORMISTA
Il segretario del PD ha compiuto il passo che i socialisti gli hanno chiesto.
Dopo l'intervista di Veltroni a Mentana andata in onda ieri sera, il Segretario del Partito commenta oggi positivamente le parole del leader del PD: «La presa di distanza di Walter Veltroni nei confronti di Di Pietro è un buon inizio - afferma Riccardo Nencini-. Tra la piazza Navona dell'Italia dei Valori e l'Italia dei riformisti corre un abisso in termini di cultura e di azione politica».
«Veltroni - prosegue Nencini - ha compiuto un passo importante, quel passo che il congresso socialista gli aveva chiesto a chiare lettere rimproverandogli, anche con toni al di fuori delle righe, di aver preferito imbarcare i giustizialisti anziché favorire la costituzione di un blocco riformista che si ponesse come seria alternativa di governo al centrodestra.
Ora le carte sono scoperte ed il quadro è più chiaro: dopo piazza Navona Di Pietro miete consensi e Berlusconi "vola" nei sondaggi, con i riformisti che rischiano di rimanere travolti da queste due facce del populismo.
«Adesso - conclude Nencini - serve più coraggio riformista nell'azione politica.
Su quel terreno potremo incontrarci e potremo ritrovare il consenso di tanti italiani desiderosi di costruire un'alternativa sia all'opposizione becera e giustizialista sia ad un Governo che altrimenti, e non solo per meriti suoi, rischia di debordare nei consensi».


RIFORMISMO.SOLLAZZO: LE RIFORME SONO INDISPENSABILI PER IL PAESE
I rigurgiti giustizialisti stanno provocando un pericoloso rigetto della politica da parte degli italiani.
Con l'inasprimento della polemica, non si distingue tra chi mira allo sfascio e chi tenta comunque di far passare i valori fondamentali del gestire per il bene comune.
La risposta dei veri riformisti non può che stare nella proposta di riforme indispensabili per il Paese.
Berlusconi ne combina di tutti i colori e dimostra sempre più la inadeguatezza del suo Governo.Ciò non vuol dire che la sinistra riformista e di governo deve restare con le mani in mano.
Per togliere un argomento molto sentito da tutti i cittadini,è necessario farsi portatori di una proposta, da sempre avanzata dai socialisti, cioè una legge elettorale che preveda il ritorno al voto di preferenza.
Riavvicinare l'eletto all'elettore,consentire al cittadino di eleggere il proprio rappresentante, poter punire con il voto chi non ha rispettato gli impegni assunti, evitare un Parlamento di nominati e non di eletti, togliere il potere di scelta alle oligarchie dei Partiti,sono tutte richiesta che vengono avanzate con forza dagli Italiani.
Per scelte sciagurate,per la falsa valutazione che ciò favorirebbe i candidati vicini alla malavita organizzata,come se oggi,in alcune aree del Paese, ciò non avvenisse, per la difficoltà di far eleggere i propri portaborse, tale utile battaglia è stata lasciata ai protagonisti dell'antipolitica con la eccezione dei socialisti e dell'UDC.
Riprendiamo la nostra iniziativa con una Campagna Nazionale di persuasione e di informazione, non escludendo un Referendum.

VOTATA A STRASBURGO LA RISOLUZIONE CONTRO LA RACCOLTA DELLE IMPRONTE DIGITALI DEI MINORI ROM
L'Europarlamento boccia il Governo Italiano.
Il Parlamento europeo ha adottato in sessione plenaria la risoluzione che boccia le misure del governo italiano per la raccolta delle impronte digitali dei minori nei campi nomadi.
Con 226 voti a favore, 220 contrari e 77 astenuti, gli europarlamentari hanno accolto il testo presentato dal gruppo socialista, il Pse, dalla sinistra europea del Gue e dai liberali dell'Alde in cui si chiede alle autorita' italiane "di astenersi dal procedere alla raccolta delle impronte digitali dei rom, inclusi i minori e dall'utilizzare le impronte digitali gia' raccolte". Questo, precisa la risoluzione, "in attesa dell'imminente valutazione delle misure prevista dalla Commissione europea, in quanto la misura costituirebbe chiaramente un atto di discriminazione diretta fondata sulla razza e l'origine etnica".
"Il tema sicurezza viene oggi percepito come una esigenza primaria dai cittadini ed è dovere dello Stato garantirla, in ogni angolo del Paese, attraverso regole precise che vengano rispettate da tutti coloro che risiedono nel nostro Paese.
Inoltre bisogna sottolineare che i campi rom sono un problema annoso e non certo creato dal Governo Berlusconi. Per questo spero che il voto a larghissima maggioranza del Parlamento Europeo di questa mattina non venga strumentalizzato per sterili fini di parte, ma sia utile per far correggere la rotta al nostro Governo".
E' quanto ha affermato l'Eurodeputato del Partito Socialista, Alessandro Battilocchio, che martedi sara visiterà il campo nomadi del Foro Italico, a Roma, dove incontrerà i rappresentanti della comunità rom.
"Al di là del mondo politico - aggiunge Battilocchio - hanno espresso la medesima posizione in questi giorni vasti ambienti della Chiesa, Associazioni di solidarietà, Ong, organizzazioni di volontariato laiche e cattoliche, oltre al Presidente nazionale dell'Unicef. Capisco che il Ministro Maroni deve rispondere coi suoi proclami populisti ad un certo tipo di elettorato leghista oltranzista.
Ma mi chiedo: dove sono finiti i riformisti della maggioranza? Da loro ci attendiamo oggi una parola chiara sulla questione: il problema non è l'identificazione in sè, del tutto legittima, ma il fatto che si pretenda di farla su base etnica, attraverso una pratica fortemente discriminatoria come quella delle impronte digitali e coinvolgendo anche i bambini.
Sarebbe invece opportuno - conclude l'eurodeputato - utilizzare le poche risorse disponibili per continuare a promuovere le cure mediche, la scolarizzazione e l'integrazione".
Secondo la capodelegazione degli eurodeputati socialisti italiani nel gruppo Pse, Pia Locatelli, "con il voto di stamane, che esorta le autorità italiane ad astenersi dal procedere alla raccolta delle impronte digitali dei rom, un atto di discriminazione diretta fondata sulla razza, il Parlamento Europeo ha espresso un giudizio giusto e inevitabile"."
Il dibattito al Parlamento di Strasburgo - ha aggiunto la Locatelli - riconduce la questione in un quadro di buonsenso, evidenziando come il problema dell'emarginazione della minoranza rom è un problema sentito in tutta Europa, ma in altri paesi europei non si ricorre a misure tanto discriminatorie quanto inutili.
Piuttosto si lavora per superare le cause economiche, culturali e sociali che portano all'emarginazione e anche alla devianza e alla criminalità.
La risoluzione che abbiamo votato oggi non a caso richiama al buon uso dei fondi sociali UE, che l'Italia non utilizza bene,o non utilizza affatto, per l'integrazione delle minoranze, sprecando l'aiuto che l'Europa offre".
Per Bobo Craxi "Il voto del Parlamento europeo di questa mattina rappresenta un'autentica 'magra figura' di livello internazionale: l'Europa non puo' tollerare pericolosi ritorni al passato.
Com'era anche prevedibile, il nostro ministro degli Affari interni e' stato clamorosamente smentito".


IL "CASO" ELUANA ENGLARO

DI LELLO: BENE LA MAGISTRATURA MILANESE
In questo caso è in linea con la maggioranza degli italiani
"C'è un giudice anche a Milano". Questo il commento di Marco Di Lello, del Partito Socialista, alla notizia del provvedimento della Prima sezione della Corte di Appello di Milano che
ha autorizzato il padre di Eluana Englaro, in qualità di tutore, ad interrompere il trattamento di idratazione ed alimentazione forzato della giovane in stato vegetativo dal 1992.
In questo caso - afferma Di Lello - la magistratura si è dimostrata in linea con i sentimenti e le opinioni della maggioranza del Paese e sicuramente molto più avanti del Parlamento Italiano.
Se in Italia vigesse non una legge che autorizzasse l'eutanasia ma che semplicemente desse valore giuridico al testamento biologico si sarebbero risparmiati 16 di strazi ad una famiglia già così duramente provata.
Speriamo - ha concluso l'esponente socialista - che questa sentenza costringa il Parlamento Italiano ad approvare norme che possano regolare con chiarezza un tema così delicato senza costringere i cittadini ad affidarsi alla coscienza ed alla morale di un magistrato. Già da due legislature giacciono proposte di legge socialiste che ci auguriamo oggi possano rapidamente essere discusse ed approvate, nella consapevolezza che su queste materie non c'è distinzione tra destra e sinistra che tenga"


BISCARDINI: DOPO LA SENTENZA DI MILANO UNA RAGIONE IN PIU' PER AVERE UNA LEGGE SUL TESTAMENTO BIOLOGICO
"Ancora una volta i giudici arrivano prima della politica. La sentenza di Milano è una sentenza storicache dovrebbe aprire definitivamente la strada per una legge sul testamento biologico e l'eutanasia."
Lo ha dichiarato Roberto Biscardini del Partito Socialista che ha aggiunto:"I giudici di Milano hanno confermato extra legem due principi costituzionali fondamentali: il rispetto della persona e il diritto di ciascuno di rifiutare particolari terapie.
E' su questa base che si può aprire un confronto per avere anche nel nostro Paese una legge che affermi il principio della libertà di decidere della propria vita rifiutando l'accanimento terapeutico e cure non volute.
Il Vaticano ha tutto il diritto di condannare l'eutanasia, il Parlamento italiano deve invece legiferare.
In modo autonomo, a condizione che adesso non lo faccia per limitare ciò che i giudici di Milano hanno, di fatto, già consentito."

DEL BUE: SUBITO UNA LA LEGGE SUL TESTAMENTO BIOLOGICO
Rispettare la libertà di scelta individuale.
La Corte d'appello ha sentenziato su Eluana, la ragazza in coma vegetativo dal 1992.
Si potranno esaudire le sue volontà, preventivamente comunicate ai famigliari e staccare la spina. Come ha ricordato il professor Veronesi, che alla luce della sentenza, invita tutti a rilasciare le proprie volontà verbali o scritte in presenza di due testimoni, si tratta di un atto che rispetta i principi elementari di libertà di scelta della persona, in questo caso così esplicitamente manifestati dal padre della ragazza.
Non stupisce la reazione irritata del Vaticano che identifica la vita vegetativa alla vita vissuta, sulla base di un dogma religioso.
Il Parlamento, adesso, approvi una legge sul testamento biologico, una delle tante depositate nella passata legislatura, per dare la possibilità ad ogni essere umano di scegliere se vivere in uno stato vegetativo o no, sulla base non solo di un attestato, ma alla luce di una legge che ne imponga il rispetto.


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